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A Marina di Ragusa scoppia la guerra delle scritte
Una protesta pacifica, ma visivamente d’impatto, quella messa in atto nelle scorse ore da un comitato spontaneo di cittadini nella zona rivierasca
Una protesta pacifica, ma visivamente d’impatto, quella messa in atto nelle scorse ore da un comitato spontaneo di cittadini a Marina di Ragusa. Il pomo della discordia? La nuova segnaletica posta dal Comune sulla principale rotatoria d’ingresso alla frazione marinara, che recita semplicemente “Ragusa”.
Una scelta che non è andata giù a chi vive la zona rivierasca quotidianamente e che, con un gesto provocatorio, ha deciso di coprire la scritta incriminata con uno striscione inequivocabile: “Marina di Ragusa”. Secondo i promotori dell’iniziativa, tra loro c’era il consigliere Angelo La Porta, il problema non è solo una questione di identità, ma un concreto disagio per l’economia turistica.
“Chi arriva da fuori, vedendo la scritta ‘Ragusa’, si sente disorientato- spiega La Porta che ha parlato esclusivamente in qualità di residente a Marina di Ragusa. “Siamo in una frazione marinara che vive di mare e di turismo- ha detto La Porta-, e i visitatori che cercano la nostra località si ritrovano spiazzati. È un errore di comunicazione che rischia di penalizzare l’identità di Marina di Ragusa, oscurando le sue peculiarità a favore di un’omologazione che non aiuta nessuno”.
L’iniziativa ha raccolto il malcontento di decine di residenti e commercianti. “Siamo stanchi di vedere la nostra identità marinara trattata come un accessorio”, commenta un membro del comitato durante il presidio. “Molti turisti ci fermano per chiedere se sono vicini al mare o se devono proseguire per arrivare al centro di Ragusa. Questa non è solo una scritta, è una mancanza di rispetto per la storia e per la specificità della nostra frazione”.
Un altro cittadino rincara la dose: “Sembra che il Comune si sia dimenticato che, oltre alla città capoluogo, esiste una frazione che è il volano del turismo balneare ibleo. Mettere un cartello ‘Ragusa’ qui è come dire che il mare non esiste”.
La richiesta avanzata dai cittadini al Sindaco è chiara e immediata: rimuovere o integrare quella dicitura con un segnale di benvenuto che renda onore alla realtà del luogo. La palla passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a decidere se mantenere la linea della coerenza amministrativa o se ascoltare il grido d’identità che arriva, forte e chiaro, dalle strade della zona marinara.