Attualità
Voto fuori sede, la riforma viaggia verso il Senato
La norma permetterà a studentesse, studenti e lavoratori, temporaneamente lontani dalla Sicilia, di esprimere la propria preferenza senza affrontare costosi viaggi di rientro
Il primo, fondamentale passo è stato compiuto. Con l’approvazione della riforma elettorale alla Camera (passata con 217 voti favorevoli e 152 contrari), prende ufficialmente corpo anche la norma salva-fuorisede, votata all’unanimità nei giorni scorsi a Montecitorio. Una svolta, come scritto in questi giorni da Repubblica Palermo, che rappresenta un potenziale, storico premio per gli oltre 320 mila siciliani temporaneamente domiciliati oltre lo Stretto per ragioni di studio, lavoro o salute. Ma la strada non è ancora finita. Per diventare realtà a tutti gli effetti, l’intero pacchetto della riforma deve ora passare al vaglio del Senato. La norma sui fuori sede fa parte del testo complessivo pertanto se il Senato approva la riforma senza modifiche, il voto fuori sede diventerà ufficialmente legge dello Stato. Se, invece, il Senato modificherà anche una sola virgola della riforma elettorale, il testo dovrà tornare alla Camera per una nuova lettura. Se la riforma dovesse arenarsi o naufragare, la norma sui fuori sede rischierebbe di decadere insieme ad essa. Tuttavia, l’unanimità trasversale registrata sul tema spinge le associazioni e molti parlamentari a chiedere, in caso di emergenza, un decreto d’urgenza autonomo per salvare il provvedimento. I dettagli tecnici approvati alla Camera tracciano regole precise per l’esercizio del diritto di voto a distanza. Per poter accedere al voto fuori sede, sarà necessario dimostrare un domicilio temporaneo di almeno nove mesi in una provincia diversa da quella di residenza.