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Incidenti: ‘Vittime della Strada’ rompe il silenzio’

L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada richiama istituzioni e cittadini a una profonda responsabilità collettiva, invocando una rivoluzione morale per difendere il diritto alla vita

di tcf -

I tre incidenti mortali avvenuti tra il 6 giugno e il 10 luglio in cui hanno perso la vita Riccardo Coglitore, 15 anni, Giulia Scimone di 16 e il 49enne Vincenzo La Foresta hanno scosso la città di Messina e impongono la necessità di fermarsi a riflettere su un fenomeno che deve essere fermato. Un esame di coscienza che riguarda ognuno di noi semplici cittadini e istituzioni, come sottolineato dal giovane messinese Pasquale Mollo che in una nota diffusa dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada parla di “rivoluzione morale al servizio della vita”.

Un cambiamento interiore radicale finalizzato a “capire che siamo esseri in relazione, dotati di libertà e, pertanto, responsabili delle nostre scelte – sottolinea Mollo, con le quali noi possiamo costruire o distruggere la nostra dignità e la civile convivenza, possiamo addirittura togliere a noi stessi e agli altri il diritto di vivere”. La rivoluzione morale di cui si parla, si attua nel “servizio ai valori” che deve essere messo in pratica dai ruoli di vertice fino ai cittadini attraverso un “uso etico della libertà, con la consapevolezza che siamo chiamati a compiere sia la scelta giusta tra bene e male, tra verità e menzogna, tra egoismo e solidarietà, e sia a superare il gap tra le parole e i fatti”.

Un divario che può essere ridotto soprattutto attraverso la “tutela del prioritario diritto di vivere, senza il quale gli altri diritti decadono”.