Attualità

Protesta dei lavoratori dei call center

Sit-in davanti alla Prefettura di Palermo contro la crisi del settore

di Sergio Randazzo -

Si è svolto questa mattina davanti alla Prefettura di Palermo, in via Cavour, il sit-in dei lavoratori del settore call center e Crm Bpo, mobilitati insieme alle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil per richiamare l’attenzione sulla crisi che sta investendo il comparto e sulle pesanti ricadute occupazionali.

La protesta, inserita in una mobilitazione nazionale, nasce dalla preoccupazione per il futuro di oltre 35 mila addetti in tutta Italia, secondo quanto denunciato dai sindacati, a causa dei cambiamenti in atto nel settore e dell’utilizzo sempre più esteso dei processi di automazione.

Al centro della mobilitazione l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie applicate ai servizi di assistenza e relazione con i clienti. Secondo le organizzazioni sindacali, l’introduzione di questi strumenti, senza una regolamentazione adeguata, rischierebbe di tradursi in una riduzione dei volumi di lavoro affidati agli operatori.

“A far scattare la protesta – hanno evidenziato i rappresentanti della Slc Cgil Palermo – è una crisi senza precedenti che mette a rischio migliaia di lavoratori, aggravata dai tentativi di eludere la clausola sociale nei cambi di appalto, dalle delocalizzazioni e dal ricorso a contratti non adeguati”.

Il presidio davanti alla Prefettura ha avuto l’obiettivo di dare visibilità alle difficoltà vissute quotidianamente dai lavoratori del comparto e chiedere un intervento istituzionale per tutelare occupazione, diritti e condizioni contrattuali.

Le sigle sindacali hanno ribadito la necessità di un confronto con il Governo per accompagnare la trasformazione tecnologica del settore senza scaricare i costi sui lavoratori, garantendo invece formazione, riqualificazione professionale e stabilità occupazionale.