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Ente Porto, contesa da 643 mila euro

Un credito da oltre 643 mila euro, un ente che non riesce a pagare nemmeno l'unico dipendente rimasto e una causa destinata a durare ancora

di tcf -

Oltre 643 mila euro contesi, un ente pubblico in liquidazione senza liquidità e una causa destinata ad arrivare davanti al Tribunale non prima del 9 febbraio 2027.

È il quadro del contenzioso tra l’Ente Autonomo Portuale di Messina e Palumbo S.p.A., che dal 2006 gestisce il bacino di carenaggio dell’ex cantiere Smeb nella zona Falcata. L’Ente, soppresso nel 2015 e oggi guidato dal commissario liquidatore Ernesto Fiorillo, rivendica il mancato pagamento dei corrispettivi previsti dalla convenzione del 2006 per gli anni 2015, 2017, 2018, 2019 e 2020. Il credito, calcolato sulla percentuale dei ricavi aziendali, ammonta a oltre 643mila euro e ha portato nel 2022 all’emissione di un decreto ingiuntivo. Palumbo si è opposta sostenendo che, dopo gli accordi istituzionali del 2014 e una sentenza del 2013, il soggetto legittimato a incassare sarebbe l’Autorità Portuale e non l’Ente. La società contesta inoltre il vincolo della Soprintendenza sull’area ex Cassaro, ritenendolo un ostacolo al progetto industriale, chiede la restituzione di somme già versate e sostiene che il debito sarebbe inferiore, circa 605 mila euro.

L’Ente respinge ogni contestazione, affermando che la convenzione del 2006 è tuttora valida, che l’accordo del 2014 non sarebbe opponibile a Palumbo e che il vincolo riguarderebbe esclusivamente le aree demaniali concesse dall’Autorità Portuale, delle quali la società era già a conoscenza. Il Tribunale ha negato l’esecuzione provvisoria del decreto, ha riunito i procedimenti e rinviato la decisione al prossimo anno.