Attualità
Cgil dice no ai contratti pirata
Il segretario regionale del sindacato lancia un appello alla politica
Nella Babele dei contratti di lavoro la Sicilia ha il triste primato dei contratti pirata. Sul piano formale sono legittimi, sul piano concreto sono un danno per il lavoratore che guadagna in media il 20 per cento in meno di quanto previsto da altri contratti della stessa categoria. Per questo motivo Cgil lancia un appello a fare chiarezze ed evitare che le aziende dove si applicano queste formule capestro siano destinatarie di fondi o appalti pubblici. I dati della Sicilia parlano di un 8,3 per cento di lavoro amministrati con questa modalità contrattuale che si applica soprattutto nel terziario e nella settore horeca, ristorazione ed alberghi. Minori stipendi, minori contributi e niente 13ma e un danno all’inps stimato in 110 milioni di euro.