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Il Comune trasloca in ospedale, sit-in permanente

Da questa mattina il Comune di Gela ha trasferito simbolicamente il proprio ufficio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele per chiedere risposte sulla crisi della sanità e sul futuro del nuovo ospedale di Ponte Olivo

di finmedia -

Una scrivania, alcune sedie, gli atti amministrativi e gli amministratori comunali al lavoro davanti all’ingresso dell’ospedale “Vittorio Emanuele”. Il sindaco Terenziano Di Stefano, gli assessori della giunta, la presidente del Consiglio comunale Paola Giudice e i consiglieri di maggioranza hanno deciso di trasferire qui, simbolicamente, l’ufficio di rappresentanza dell’amministrazione.

Una scelta che arriva dopo mesi di tensioni e anni di progressivo depotenziamento dell’ospedale Vittorio Emanuele. Carenza di medici e infermieri, liste d’attesa, servizi ridimensionati e un pronto soccorso costantemente sotto pressione sono diventati il volto quotidiano della sanità pubblica in uno dei territori più popolosi della Sicilia meridionale.

A pesare è anche l’incertezza sul nuovo ospedale di contrada Ponte Olivo. Da quattro anni erano disponibili 130 milioni di euro nei Fondi di sviluppo e coesione della Regione che adesso sono stati riallocati nel Fondo di rotazione statale. Un’operazione che, secondo l’amministrazione comunale, non offre alcuna garanzia sul fatto che quei fondi restino realmente destinati a Gela.

Per il primo cittadino le richieste alla Regione sono precise.

Il gazebo, intanto, resta aperto. Il sindaco riceve cittadini, ascolta segnalazioni e firma simbolicamente gli atti amministrativi davanti all’ospedale. L’obiettivo è trasformare un presidio sanitario in sofferenza nel luogo della pressione istituzionale sulla Regione.