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Anffas: la condanna dei vertici nazionali, domani al via gli interrogatori

Condanna fermissima, tolleranza zero e l'avvio immediato delle procedure di espulsione per i soggetti coinvolti. Arriva la presa di distanza netta e ufficiale da parte di Anffas Nazionale e Regionale dopo la bufera giudiziaria che ha travolto la sede di Modica, dove si ipotizzano maltrattamenti ai danni di persone con disabilità. Mentre la giustizia muove i primi passi con gli imminenti interrogatori, nel territorio resta un profondo senso di smarrimento tra le famiglie e il mondo del Terzo Settore.

di Chiara Scucces -

È una presa di posizione dura, netta e priva di qualunque ambiguità quella espressa congiuntamente da Anffas Nazionale e Anffas Sicilia. L’associazione apprende con quello che definisce “profondo sconcerto” le notizie sull’indagine che vede coinvolti il presidente e alcuni giovani volontari del servizio civile della sezione modicana. Pur richiamando il pieno rispetto del lavoro della Magistratura e il principio di presunzione di innocenza, i vertici dell’organizzazione censurano fermamente ogni condotta lesiva della dignità umana.”Prendiamo la più netta distanza dai comportamenti contestati, si legge nella nota, in quanto radicalmente incompatibili con i valori, i principi e la mission associativa. Non può esservi alcuno spazio per maltrattamenti e violenze, e per chi se ne rende protagonista la tolleranza deve essere pari a zero”. Parole a cui seguono azioni immediate: gli organi associativi nazionali e regionali hanno già avviato le procedure per far decadere i soggetti coinvolti da ogni carica e rapporto con Anffas, annunciando inoltre la decisione di costituirsi parte civile nel futuro processo. Un pensiero prioritario viene rivolto ai ragazzi e ai loro cari: “Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone con disabilità coinvolte e alle loro famiglie”, conclude la nota, lanciando un appello agli enti pubblici del territorio affinché, già dal mese di settembre, vengano garantiti i sostegni necessari per non lasciare soli gli utenti e interrompere i servizi essenziali.

Nel frattempo, sul fronte giudiziario si arrivano a ore cruciali per l’inchiesta. Nella giornata di domani sono infatti fissati i primi interrogatori di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari. Sarà il primo momento di confronto formale in cui gli indagati, assistiti dai propri legali, potranno rispondere alle contestazioni mossi dagli investigatori e fornire la propria versione dei fatti in merito alle immagini e ai riscontri raccolti all’interno della struttura. Ma al di là dei risvolti tecnici della giustizia, in città e nell’intera provincia di Ragusa a prevalere è un forte senso di disorientamento.

Per decenni l’Anffas di Modica ha rappresentato un presidio storico, un approdo sicuro e una seconda casa per tantissime famiglie. La vicenda ha inevitabilmente scosso l’intero comparto del Terzo Settore locale: una rete fatta di centinaia di operatori, educatori e volontari che ogni giorno lavorano in silenzio e che oggi vivono questa pagina con grande dolore e amarezza, nel timore che l’ombra dell’inchiesta possa incrinare quel rapporto di fiducia fondamentale tra le famiglie e il mondo dell’assistenza.