Messina

Crollo Pistunina si attendono i rilievi dei Ris

Sotto la lente le condizioni dei pilastri e i lavori nello stabile. Saranno periti e Dna a ricostruire responsabilità e identità

di tcf -

Tra le macerie di Pistunina si cercano ancora due dispersi. Ma, mentre i vigili del fuoco scavano fino all’ultimo frammento, la Procura di Messina cerca le risposte sulle cause del crollo. Nel mirino, soprattutto, le condizioni dei pilastri e i lavori che erano in corso nello stabile. Tre gli indagati per le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Oggi gli esperti nominati dalle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone hanno iniziato ad esaminare la documentazione. Poi sarà il momento dei sopralluoghi, ma quando l’area sarà interamente bonificata.

Un’indagine destinata a essere lunga e complessa. A ricostruire il crollo saranno l’ingegnere e professore Andrea Prota e gli ingegneri Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. Accertamenti tecnici non ripetibili, che dovranno stabilire se i pilastri fossero già compromessi e se i lavori possano avere avuto un ruolo nella tragedia. Un interrogativo alimentato anche dalla testimonianza della titolare del bazar cinese, che ha riferito di vibrazioni sempre più forti nei giorni precedenti.

E dal Genio civile è stato riferito che nell’ultimo anno non risultano autorizzazioni per interventi strutturali. Intanto, nelle macerie, sono stati trovati altri resti umani. Sarà il Dna, con gli accertamenti affidati anche ai Ris, a stabilire se appartengano ai dispersi o alle vittime già recuperate. La ricerca non si ferma. Il comandante dei vigili del fuoco Michele Burgio lo ha ribadito; si andrà avanti fino all’ultima pietra.