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Sud-Est, il bilancio di un’estate all’insegna della resilienza

Siamo entrati nel penultimo fine settimana di agosto e il Val di Noto traccia la somma di una stagione complessa ma vincente

di Pinella Rendo -

Penultimo weekend di agosto e un nuovo rinforzo dell’anticiclone africano porta le temperature verso picchi estremi ma per il Sud-Est della Sicilia è già tempo di tracciare un primo bilancio dell’estate 2026. Un’estate caratterizzata da luci e ombre, dove l’attrazione del barocco, delle spiagge e del patrimonio enogastronomico ha dovuto misurarsi con sfide climatiche e logistiche eccezionali. Il vero punto di svolta della stagione si è consumato a cavallo di Ferragosto.

Le repentine eruzioni dell’Etna e le relative emissioni di cenere vulcanica hanno costretto alla chiusura temporanea lo scalo di Catania-Fontanarossa, minacciando di paralizzare il flusso turistico nel momento di massimo picco. In questo scenario critico, l’aeroporto “Pio la Torre” di Comiso si è confermato una risorsa fondamentale. Con oltre 320 voli gestiti e decine di migliaia di passeggeri transitati nell’arco di pochi giorni di emergenza, lo scalo ragusano non si è limitato a fare da semplice “valvola di sfogo”, ma ha dato prova di una buona tenuta operativa e logistica.

Una prestazione che riapre con forza il dibattito sulla necessità di valorizzare Comiso non soltanto come scalo di supporto nei momenti di crisi, ma come hub strategico permanente per l’intera rete dei trasporti del Sud-Est.

A fare da sfondo a questa complessa macchina organizzativa è stato il clima. Le prolungate ondate di calore e il persistente rischio incendi hanno inevitabilmente cambiato la fruizione del territorio: meno escursioni nelle ore centrali della giornata, spiagge affollate fino a tarda sera e un vero e proprio boom per il turismo serale nei centri storici da Ragusa Ibla a Modica, da Scicli fino a Noto.

Nonostante il caldo opprimente e i disagi legati ai trasporti aerei, le strutture ricettive del Sud-Est hanno registrato tassi di occupazione in linea con le aspettative regionali, trainate da una forte presenza di visitatori stranieri e dal consolidamento del turismo legato al patrimonio immateriale, agli eventi di piazza e alle eccellenze enogastronomiche locali.

Il Sud-Est archivia così la fase clou di agosto con la consapevolezza di essere una destinazione solida, capace di reggere l’urto delle emergenze naturali e di rilanciare le proprie infrastrutture nei momenti più complessi.