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“Il Pio La Torre sia operativo 12 mesi l’anno”

Dall'ampliamento delle piazzole di sosta ai collegamenti veloci tra i due scali, la partita sul futuro dell'aeroporto di Comiso entra nel vivo. Chiusa la parentesi delle deviazioni da Catania causa vulcano, il tema centrale torna a essere l'integrazione strutturale tra i due poli aeroportuali della Sicilia orientale.

di Chiara Scucces -

Archiviata la fase di emergenza legata alle recenti eruzioni dell’Etna e alle conseguenti deviazioni dei voli, si riaccende il dibattito sul ruolo strategico dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso. L’infrastruttura iblea, spesso utilizzata come supporto nei momenti critici per lo scalo di Catania, torna al centro dell’attenzione politica per chiedere un cambio di passo definitivo. L’obiettivo condiviso dai parlamentari nazionali di Fratelli d’Italia è trasformare Comiso da semplice alternativa d’emergenza a vero e proprio snodo integrato e permanente con l’hub etneo. Oltre ai fondi FSC già destinati all’area cargo e alla viabilità, vengono sollecitati nuovi interventi: dall’ampliamento delle piazzole di sosta per gli aerei al potenziamento del personale di scalo. Sul fronte della mobilità, accanto all’avanzamento dei lavori per la Ragusa-Catania, si punta su collegamenti diretti e veloci tra i due aeroporti tramite navette dedicate e connessioni ferroviarie, per valorizzare anche i risultati ottenuti con la continuità territoriale.  

Alle dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia risponde a stretto giro la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, insieme al coordinatore provinciale Federico Piccitto. Secondo gli esponenti pentastellati, le risorse FSC per gli stalli e i gates aggiuntivi sono già stanziate da tempo, ma restano bloccate per i ritardi della Regione. Dal M5S chiedono quindi risposte concrete: date certe per l’avvio dei lavori e certezze sui finanziamenti per le infrastrutture viarie e ferroviarie della provincia, accusando la maggioranza di continuare a trattare lo scalo ibleo come “la ruota di scorta delle promesse elettorali.