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Crollo Pistunina, domani gli accertamenti biologici

A quasi un mese dal crollo di Pistunina, l'inchiesta entra nella fase decisiva. I Ris cercano di dare un nome ai resti recuperati, mentre i consulenti della Procura iniziano gli accertamenti per ricostruire cause e responsabilità della tragedia.

di tcf -

A quasi un mese dal crollo di Pistunina, la ferita è ancora aperta. Sei morti, due dispersi, una palazzina cancellata in pochi secondi. E una domanda che resta: perché? Domani i Ris di Messina inizieranno ad analizzare i resti biologici recuperati tra le macerie.

L’obiettivo è dare un nome a ciò che ancora non ne ha. Potrebbero appartenere a Santino Magazzù o Lhairu Warnakulasuriya, i due dispersi, oppure a una delle quattro vittime già recuperate, Alessandra Frazzica, Carmelo Leone, Rosa Leone e Sara Leone. Per le famiglie, una risposta attesa da quasi quattro settimane. Poi, il 27 agosto, scatterà la fase tecnica dell’inchiesta. I consulenti della Procura – gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani – entreranno nell’area sequestrata di via Giorgio La Pira. Dovranno leggere ciò che resta dell’edificio, confrontarlo con documenti e reperti custoditi al parcheggio dello stadio Franco Scoglio e nella caserma del 24° Reggimento logistico “Peloritani”. Per due settimane 80 vigili del fuoco, con squadre specializzate e unità cinofile, hanno scavato tra fumo e strutture pericolanti. Al vaglio anche i telefoni sequestrati ai tre indagati, Alessandro Panarello, Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone. Le accuse omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele.