Attualità
CGIL: “Basta emergenze e lotti a metà, serve un sistema unico”
Coordinamento reale tra aeroporti, ferrovie e autostrade, risorse certe e il completamento integrale della Siracusa-Gela per tutelare lavoro, imprese e turismo
Passata l’emergenza, il rischio più grande è che sulla gestione della mobilità siciliana cali di nuovo il silenzio. È questa la preoccupazione della CGIL, che per bocca del segretario Peppe Roccuzzo torna ad analizzare i cronici ritardi infrastrutturali del territorio ibleo e dell’intera regione, chiedendo un netto cambio di rotta.
Le criticità non risiedono nella sterile contrapposizione tra i singoli scali aeroportuali di Comiso, Catania e Palermo, bensì nella mancanza strutturale di un sistema integrato di trasporti. Senza collegamenti veloci ed efficienti tra aeroporti, rete ferroviaria e autostradale, ogni imprevisto si trasforma inevitabilmente in un blocco totale della mobilità.
Tra le priorità individuate dal sindacato spicca il completamento della Siracusa-Gela nella sua interezza. La CGIL chiede alla politica di abbandonare la prassi dei finanziamenti “a pezzetti” – procedendo per singoli lotti – e di adottare una visione strategica unica per un’opera fondamentale, capace di abbattere i tempi di percorrenza per i lavoratori pendolari, dare un polmone al sistema produttivo e fare da volano al turismo. Su questo obiettivo l’appello è rivolto all’intera deputazione iblea, regionale e nazionale, affinché metta da parte le appartenenze di partito per costruire una posizione comune nei confronti del Governo regionale e di quello nazionale.
Non servono nuove promesse o la caccia al colpevole d’occasione, sottolinea il sindacato: servono cronoprogrammi vincolanti, una chiara individuazione delle responsabilità e lo sblocco dei nodi burocratici per trasformare i fondi disponibili (regionali, statali ed europei) in cantieri concreti. In quest’ottica, anche gli annunciati lavori di potenziamento dell’aeroporto di Comiso vengono accolti con favore, purché seguano rapidamente atti amministrativi e finanziamenti certi.
Infine, il sindacato pone l’accento sulle ricadute economiche. Il prezzo dei disservizi non si misura soltanto nel conteggio dei voli cancellati nell’immediato, ma nel danno d’immagine subìto dall’isola. L’incertezza vissuta dai turisti rischia di tradursi in una perdita di attrattività a lungo termine, con ripercussioni dirette sulle imprese del settore e sull’occupazione. Per evitare che ogni evento naturale continui a paralizzare l’economia e il lavoro, conclude la CGIL, la politica deve assumersi oggi la responsabilità di pianificare il futuro.