Attualità
Liste d’attesa, erogate in ritardo 170 mila prestazioni
Nel primo semestre dell’anno le prestazioni oltre i limiti di garanzia registrano un aumento del 5% rispetto al 2025. Un dato in netto contrasto con il trend nazionale di recupero e che riaccende il dibattito sulla gestione dell'assistenza nell'Isola.
I tempi dilatati del Sistema Sanitario Regionale rischiano fin troppo spesso di tracciare una linea sottile e drammatica tra la cura e l’aggravarsi delle condizioni di un paziente. La questione delle lunghe liste d’attesa in Sicilia è sempre più drammatica. Come riporta oggi anche il Quotidiano di Sicilia, nel corso del primo semestre di quest’anno le prestazioni sanitarie erogate fuori dai tempi massimi previsti dalla legge hanno sfiorato quota 170 mila.
Il dato segna un incremento di circa 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una tendenza del tutto opposta a quella del resto d’Italia, dove gli ospedali stanno gradualmente recuperando terreno. Il dossier tracciato dal più recente bollettino dell’Agenas — basato sui rilevamenti del Ministero della Salute relativi a prime visite ed esami diagnostici — fa riaffiorare i contorni di una crisi strutturale profonda.
Un malessere dell’organizzazione sanitaria che nell’Isola ha già manifestato le sue conseguenze più drammatiche, come nel caso emblematico di Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara del Vallo che attese otto mesi per un referto istologico ma come si ricorderà morì prima di avere i risultati lo scorso ottobre. Una vicenda che portò alle dimissioni del direttore generale dell’Asp di Trapani Ferdinando Croce e che scosse le fondamenta dell’amministrazione regionale. Nonostante a livello nazionale si registrino timidi segnali di miglioramento nella gestione delle agende, la Sicilia rimane maglia nera nel garantire le prestazioni entro le classi di priorità previste.
Una situazione che spinge migliaia di cittadini a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato, alimentando il malcontento per una riforma della rete ospedaliera e territoriale che fatica a dare risposte concrete ai bisogni di salute dei siciliani.