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Sicilia tra politica ed emergenze: l’analisi di Nino Minardo
Dalla prospettiva di un secondo mandato per la presidenza della Regione fino alle grandi sfide strutturali dell'isola. In un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, interviene sul dibattito politico in corso, chiedendo di spostare il focus dalle dinamiche elettorali ai problemi reali che impattano sulle famiglie e sull'economia siciliana.
Non un avvitamento sulle candidature, ma un’agenda chiara per governare e rispondere alle esigenze del territorio. È la linea tracciata dal commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo, in un’intervista concessa stamattina al quotidiano La Repubblica.
Intervenendo sul dibattito scaturito nei giorni scorsi attorno alla possibilità di uno Schifani-bis, tema su cui si erano registrati anche gli interventi dei vertici nazionali del centrodestra a margine dell’Etna Forum, Minardo ha confermato la posizione favorevole del partito, invitando tuttavia le forze politiche a non cadere nella trappola di una campagna elettorale permanente. “La politica – sottolinea il parlamentare – non serve a indovinare con un anno d’anticipo i nomi sulla scheda, ma a capire come vivranno i siciliani nei prossimi anni”.
Un passaggio centrale dell’intervista riguarda proprio la capacità delle istituzioni di anticipare le grandi emergenze anziché limitarsi a rincorrerle. Tra queste, la gestione del cambiamento climatico e delle sue pesanti ripercussioni. Un tema quanto mai attuale, considerando anche l’impatto economico che le anomalie meteorologiche continuano ad avere sul costo della vita: secondo gli ultimi dati nazionali sui consumi, l’autunno alle porte si preannuncia complesso per i bilanci familiari, con rincari stimati nei beni alimentari di prima necessità legati proprio ai fattori climatici e ai minori raccolti.
Accanto all’ambiente, Minardo richiama l’attenzione sulle politiche abitative e sul sostegno alle giovani famiglie, sollecitando una regia regionale più forte e strutturata per la digitalizzazione e la rigenerazione urbana.
Infine, il capitolo relativo alla gestione della spesa pubblica e alle nomine. Sull’assegnazione dei fondi, la posizione espressa sul quotidiano è chiara: superare ogni margine di discrezionalità in favore di criteri chiari e preventivi, riportando il merito e la qualità dei progetti come unico parametro di misura nelle decisioni della classe dirigente.