Attualità
Crollo di Pistunina, le prime dichiarazioni degli indagati
Il pilastro piegato verso il mare, i segnali di cedimento e gli interventi sulla struttura. Dalle prime valutazioni tecniche e dalle dichiarazioni degli indagati emergono nuovi elementi sul crollo di Pistunina a Messina
Il cedimento che ha trasformato la palazzina di Pistunina in un cumulo di macerie potrebbe essersi innescato al primo piano. Nel seminterrato, un pilastro sul lato mare è stato trovato letteralmente piegato in avanti, schiacciato dal peso della struttura. Gli altri pilastri, invece, risultavano integri. Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione dei tecnici c’è anche la distanza tra le campate, dieci metri, una misura che potrebbe aver avuto un ruolo, considerata la particolare tipologia costruttiva Plastbau.
Sono le prime valutazioni emerse dal sopralluogo tecnico, ma non ci sono ancora conclusioni ufficiali. A chiarire le cause del crollo del 30 luglio, costato la vita a sei persone, sarà la superperizia affidata ai tre consulenti nominati dalla Procura.
Intanto, dalle deposizioni degli indagati emergono nuovi elementi sulle condizioni dell’edificio e sugli interventi eseguiti. L’imprenditore Alessandro Panarello ha raccontato di aver notato già ad aprile alcune mattonelle saltate tra due pilastri centrali. A luglio, rimuovendo un pannello, avrebbe poi visto il ferro di armatura a vista, privo della copertura di cemento e intonaco. Avrebbe inoltre rilevato pilastri con tracce di interventi diversi nel tempo e cunette sul pavimento del primo piano, in corrispondenza delle travi. Pasquale D’Alì ha riferito di essere intervenuto nel 2022 su alcuni pilastri ammalorati del seminterrato, con ferri arrugginiti e danneggiati. I lavori, ha spiegato, furono eseguiti su indicazione dell’ingegnere Pietro Leone. Il 30 luglio, infine, nel cantiere erano presenti cinque persone e numerose pedane di materiali, alcune del peso di 1.200 chili.