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La tragedia al depuratore di San Vito, l’inchiesta va avanti

La tragedia del depuratore di San Vito Lo Capo nel trapanese. A quasi tre settimane dalla morte di Davide Anselmo e Francesco Bulgarella emergono le prime indicazioni delle autopsie, mentre l'inchiesta della Procura registra tre indagati

di francesco appari -

Diciotto giorni dopo la tragedia del 13 agosto al depuratore di San Vito Lo Capo, l’inchiesta della Procura di Trapani entra in una fase decisiva. Oggi ci sono tre persone iscritte nel registro degli indagati, ma soprattutto c’è un punto sul quale gli investigatori dovranno ancora fare piena chiarezza: la causa della morte di Davide Anselmo, il quarantacinquenne dipendente della Sige, la società che gestisce l’impianto di depurazione.

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto di garanzia che consente alle persone coinvolte di nominare difensori e consulenti e di partecipare agli accertamenti irripetibili. Non rappresenta un’attribuzione di responsabilità.

Nei giorni scorsi le autopsie avevano rafforzato l’ipotesi che Davide Anselmo fosse morto per l’inalazione di gas o esalazioni tossiche mentre lavorava nella stazione di sollevamento del Secco. Per Francesco Bulgarella, l’operatore del 118 deceduto durante le operazioni di soccorso, resta invece prevalente l’ipotesi di un malore cardiaco. Ma proprio sulla morte di Anselmo i difensori degli indagati invitano alla prudenza.

Secondo i legali, infatti, gli accertamenti medico-legali non sono ancora conclusi. Mancano gli esami istologici e tossicologici e solo al termine di questi approfondimenti sarà possibile stabilire con certezza scientifica la causa del decesso. La difesa non indica una causa alternativa, ma sostiene che quella dell’inalazione di gas non possa ancora essere considerata una conclusione definitiva.

L’inchiesta dovrà ora chiarire non solo le cause delle due morti, ma anche cosa sia accaduto all’interno dell’impianto, se le procedure di sicurezza siano state rispettate e se vi siano eventuali responsabilità.

Intanto San Vito Lo Capo continua a stringersi attorno alla famiglia di Davide Anselmo. Prosegue infatti la raccolta fondi promossa in sua memoria: sono già oltre 23 mila euro le donazioni raccolte. Il ricavato sarà destinato a realizzare un progetto per la comunità, come segno concreto del ricordo dell’operaio che ha perso la vita mentre stava svolgendo il proprio lavoro.