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Tensioni al carcere di Siracusa: nuova rivolta a Cavadonna, si muove la politica
Situazione di altissima tensione alla casa circondariale di Cavadonna a Siracusa. A solo una settimana dai disordini del 28 agosto, ieri è esplosa un'ennesima e violenta sommossa nel blocco di Alta Sicurezza. Gli agenti aggrediti sono finiti nuovamente in ospedale. Sulla vicenda interviene con decisione la politica
Non c’è pace tra le sbarre della casa circondariale di Cavadonna a Siracusa. A soli sette giorni dai gravi disordini dello scorso 28 agosto, la struttura è tornata a essere teatro di una violenta rivolta. Ieri la tensione è esplosa nuovamente nel Blocco 25 dell’Alta Sicurezza. Un gruppo di reclusi ha raggiunto il reparto accettazione strappando le chiavi al personale: un agente è stato colpito al volto con violenti pugni, mentre una poliziotta è stata travolta dal cancello di sbarramento che cercava di chiudere. Tra telecamere di videosorveglianza distrutte e gavette sbattute contro le inferriate, per riportare la calma è stato necessario l’intervento del Gruppo di Intervento Operativo della Penitenziaria e il presidio esterno di Polizia e Carabinieri.
Un clima incandescente esploso paradossalmente nello stesso giorno in cui, davanti ai cancelli del carcere, il sindacato CONSIPE aveva organizzato un sit-in per denunciare turni massacranti e chiedere più garanzie per gli agenti. Sugli interventi immediati, come il trasferimento dei sei facinorosi, e sulle contromisure già adottate per la sicurezza dell’istituto, ascoltiamo l’onorevole Luca Cannata
Sulla situazione è intervenuto anche il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, che ha espresso solidarietà agli agenti sottolineando come la Penitenziaria non possa essere lasciata sola di fronte a un’emergenza non più isolata: “Rafforzare gli organici in tempi rapidi, ha evidenziato Gennuso, è l’unico modo per mettere il personale nelle condizioni di lavorare in sicurezza”. L’attenzione resta altissima anche a livello governativo. L’onorevole Cannata conferma la presenza del Governo al fianco degli agenti di Siracusa.
L’auspicio di sindacati e istituzioni è che all’impegno politico e alle prime misure disciplinari facciano seguito risposte strutturali e un rapido incremento di risorse umane per il carcere di Siracusa.