Attualità
Sanità Ragusa, Fimmg all’Asp: “Bene il dialogo, ma servono fatti”
Apertura al dialogo sì, ma a patto che seguano fatti concreti e tempi certi. A dichiararlo è il segretario della Fimmg Ragusa, facendo il punto sulla sanità territoriale dopo lo sciopero del 31 luglio. Dai sindacati arriva la disponibilità a proseguire il confronto avviato con l'Asp in Conferenza dei Sindaci, ma viene confermata la "vigilanza attiva" sul rispetto degli impegni presi.
La medicina territoriale in provincia di Ragusa si trova a un passaggio cruciale. Dopo le forti tensioni estive tra i medici di medicina generale e l’Azienda Sanitaria Provinciale, culminate nella protesta del 31 luglio, la vertenza entra in una fase di attesa vigile. I sindacati registrano i primi segnali di apertura dall’Asp, ma avvertono: servono fatti concreti e tempi certi. Per comprendere il clima attuale occorre guardare a un mese fa, quando il malessere della categoria è sfociato in una mobilitazione dai numeri imponenti. Lo sciopero del 31 luglio, promosso da Fimmg, Fmt e Snami, aveva registrato circa il 70% degli ambulatori chiusi e un partecipato sit-in in piazza Igea a Ragusa, sostenuto anche da diversi amministratori locali. Al centro della protesta, alcune criticità strutturali non più rinviabili: burocrazia soffocante con adempimenti continui che sottraggono tempo alla cura dei pazienti; liste d’attesa e cronicità e il mancato coinvolgimento con la richiesta di ripristinare il modello di concertazione che per anni ha guidato la sanità provinciale. Il primo banco di prova si era tenuto il 4 agosto a Palazzo dell’Aquila durante la Conferenza dei Sindaci. Il Direttore Generale dell’Asp, Giuseppe Drago, aveva illustrato i primi interventi avviati: semplificazione della ricettazione; presa in carico dei cronici; attuazione del DM 77 con il coinvolgimento dei medici di famiglia nella gestione delle nascenti Case e Ospedali di Comunità. Nonostante l’apertura al tavolo istituzionale, Fimmg, Fmt e Snami mantengono una linea di ferma prudenza. Tra i punti chiave attesi c’è l’entrata in funzione del nuovo software aziendale per la gestione dei pazienti da parte degli specialisti, la cui formazione al personale dovrebbe partire proprio a settembre.
La fase che si apre è decisiva: i prossimi incontri con la Conferenza dei Sindaci serviranno a monitorare i progressi. I medici si dicono pronti a collaborare, ma promettono che la vigilanza attiva continuerà finché gli impegni presi non diventeranno atti tangibili.