Catania

‘Gruppo di Monte Po’ sette fermi per armi e droga

Al centro delle indagini una sparatoria a Motta Sant’Anastasia e un gruppo armato individuato nel quartiere di Monte Po

di Sergio Randazzo -

Sette persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania. Gli indagati, di età compresa tra 19 e 43 anni, sono ritenuti, a vario titolo, coinvolti in episodi riguardanti la detenzione e il porto illegale di armi, anche clandestine e da guerra, la ricettazione di un’arma clandestina, la detenzione abusiva di munizioni, il possesso illegale di un giubbotto antiproiettile e la detenzione di droga ai fini di spaccio. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale e dagli agenti della Questura etnea.

L’inchiesta, come si legge nella nota ufficiale della procura di Catania, prende in via dalla sparatoria del 23 agosto scorso in via Oberdan, a Motta Sant’Anastasia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un’utilitaria con due persone a bordo sarebbe stata inseguita da due moto con quattro persone. L’auto sarebbe stata raggiunta da numerosi colpi di arma da fuoco, fino a urtare un veicolo parcheggiato. A quel punto i due occupanti sarebbero scesi: il conducente avrebbe cercato riparo, mentre il passeggero avrebbe risposto al fuoco contro gli inseguitori, che si sarebbero poi dati alla fuga. Le immagini delle telecamere e i rilievi balistici avrebbero permesso di identificare un ventenne, già fermato per tentato omicidio aggravato in concorso e reati in materia di armi.

Tre giorni dopo, il 26 agosto, i Carabinieri di Catania Nesima sono intervenuti in via Leonardo Vigo, a Monte Po, dove avrebbero individuato un gruppo di circa otto persone. Alla vista dei militari, il gruppo è fuggito abbandonando un borsone. All’interno sono stati trovati una pistola calibro 22 con matricola abrasa, munizioni, 19 cartucce calibro 7,62 x 39 compatibili con armi tipo AK-47, oltre due chili di marijuana, un giubbotto antiproiettile, un passamontagna e materiale per il travisamento. Le immagini di videosorveglianza avrebbero inoltre documentato alcuni componenti del gruppo mentre indossavano tute monouso, guanti e passamontagna e maneggiavano armi. Uno di loro sarebbe stato ripreso mentre consegnava una pistola a un altro soggetto.

Secondo la Procura, gli elementi raccolti farebbero ritenere che il gruppo si stesse preparando a compiere un’azione criminale. Armi, munizioni, giubbotti antiproiettile, travisamenti e motocicli avrebbero costituito, secondo l’accusa, l’equipaggiamento per affrontare un possibile conflitto a fuoco.