Trapani

Emergenza idrica, il Comune chiede aiuto allo Stato

Sul tavolo anche l’ipotesi della requisizione di autobotti private

di Pinella Rendo -

L’emergenza idrica a Trapani entra in una nuova fase. A fotografare le difficoltà è un documento firmato dal sindaco Giacomo Tranchida e datato 10 settembre, con il quale il Comune chiede il supporto delle strutture dello Stato per garantire il servizio sostitutivo di approvvigionamento di acqua potabile. l problema non riguarda soltanto la contaminazione della rete idrica, per la quale non è stata ancora individuata ed eliminata definitivamente la causa o le concause. Il Comune deve ora fare i conti anche con la carenza di autobotti e di autisti necessari a rifornire le utenze interessate dal divieto di utilizzo dell’acqua.

L’emergenza, definita nel documento una “emergenza igienico-sanitaria per contaminazione della rete idrica”, coinvolge ancora circa 150 utenze. La situazione potrebbe diventare ancora più complessa nei prossimi giorni, quando dovranno essere garantite le esigenze di approvvigionamento anche delle scuole comunali e di quelle del Libero Consorzio presenti nelle zone interessate. Si tratta inoltre di un’area densamente abitata, nella quale sono presenti numerose attività commerciali.

Il Comune spiega di aver cercato ulteriori operatori privati autorizzati al trasporto di acqua potabile. Nei giorni scorsi era intervenuta anche la Protezione civile regionale, con due mezzi e personale volontario. Una disponibilità che, secondo quanto riportato dal sindaco, è però venuta meno. Da qui la necessità di rivolgersi direttamente alle istituzioni statali e agli altri enti pubblici.

La comunicazione è stata indirizzata, tra gli altri, al comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, al comandante del 37° Stormo di Trapani Birgi, al comandante del 6° Reggimento Bersaglieri, al Prefetto, alla Protezione civile regionale, all’ATI Idrico e all’ASP. La richiesta è precisa: mettere a disposizione autobotti e personale in grado di condurle.