Attualità
Sfratti Iacp, famiglie appese a un filo
Protesta nei quartieri popolari di Gela: oggi nuova delegazione dal sindaco, che promette di portare la vertenza in Regione
Sono famiglie giovani, con figli, e vivono con la paura di dover lasciare quella che per loro è casa. È il volto della protesta che continua nei quartieri popolari di Gela, dove gli sfratti degli alloggi IACP stanno coinvolgendo diversi nuclei familiari residenti a Marchitello, Scavone, piazza Eleusi e Fondo Iozzia. Questa mattina, per la seconda volta, una delegazione dei residenti è stata ricevuta dal sindaco Terenziano Di Stefano. Un nuovo confronto per chiedere alle istituzioni una soluzione che consenta alle famiglie di regolarizzare la propria posizione e, soprattutto, di evitare l’emergenza abitativa.
Sono genitori con bambini, nuclei familiari che chiedono di poter continuare a vivere negli alloggi in cui hanno costruito la propria quotidianità. La loro richiesta, ribadita anche attraverso la protesta, è quella di poter pagare e regolarizzare la propria posizione, piuttosto che essere costretti a lasciare le abitazioni. La mobilitazione, partita dagli alloggi di via Ambrica a Marchitello, si è estesa anche agli altri quartieri popolari. Gli abitanti chiedono che venga individuato un percorso amministrativo capace di tenere insieme il rispetto delle regole e la tutela sociale delle famiglie coinvolte. Una questione che non riguarda soltanto le carte e le procedure, ma che rischia di trasformarsi in un problema sociale per chi, con uno sfratto esecutivo, potrebbe ritrovarsi senza un’alternativa abitativa. Questa mattina il sindaco ha nuovamente ascoltato la delegazione e ha assicurato che porterà la questione all’attenzione della Regione Siciliana, con l’obiettivo di individuare una soluzione.
I residenti, però, chiedono tempi rapidi. Perché dietro ogni provvedimento ci sono famiglie, ci sono genitori e soprattutto ci sono bambini che rischiano di vedere messa in discussione la propria casa. La protesta, dunque, continua. E mentre il Comune si prepara a riaprire il confronto con la Regione, le famiglie aspettano risposte concrete. La loro richiesta è semplice: non vogliono occupare, vogliono regolarizzarsi. E soprattutto vogliono continuare a garantire ai propri figli un tetto e una casa.