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Da Marsala a Tunisi in canoa per aiutare i neonati

Da Marsala a Tunisi in canoa per raccogliere fondi e aiutare i neonati negli ospedali africani. È la sfida attraverso il Mediterraneo di due giovani studenti di Medicina

di francesco appari -

Quasi trecento chilometri di mare aperto, una canoa e un obiettivo che vale molto più dell’impresa sportiva. Sono partiti ieri mattina da Marsala diretti a Tunisi Giovanni De Carlo e Andrea Menga, due giovani che hanno deciso di attraversare il Mediterraneo per raccogliere fondi destinati agli ospedali africani.

La loro sfida si chiama “The Smuggle”, il contrabbando. Ma questa volta il “carico” da portare verso l’Africa è una speranza di cura per i neonati con gravi difficoltà respiratorie.

Per diversi giorni pagaieranno insieme, fino a otto ore al giorno, affrontando vento, sole, correnti e fatica, affiancati da una barca d’appoggio per garantire la sicurezza della traversata.

I fondi serviranno a sviluppare “Safer”, un dispositivo progettato al Politecnico di Milano per assistere la respirazione dei neonati anche negli ospedali dove mancano elettricità stabile e disponibilità continua di ossigeno.

Giovanni e Andrea conoscono già da vicino queste realtà grazie alle esperienze maturate negli ospedali africani.

Da Marsala a Tunisi, dunque, un Mediterraneo percorso al contrario rispetto alle rotte della migrazione. E questa volta ogni colpo di pagaia porta idealmente verso l’Africa una possibilità di cura in più.