Ragusa

Archeologia subacquea: il ciclone Harry modifica i fondali e mette a rischio i relitti

Conclusa la settima campagna del “Kaukana Project” nelle acque del Ragusano. Recuperati reperti e documentati i danni provocati dalla violenta mareggiata al patrimonio sommerso

di Redazione -

Si è conclusa la settima campagna di ricerche di archeologia subacquea nelle acque al largo della provincia di Ragusa, realizzata nell’ambito del “Kaukana Project” dall’Unità di Archeologia subacquea dell’Università di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Le attività, dirette dal professor Massimo Capulli e svolte con il supporto dell’Institute of Nautical Archaeology di College Station, in Texas, si sono concentrate sulla salvaguardia e documentazione dei siti danneggiati dal ciclone Harry. Le ricerche sono state condotte d’intesa con la Capitaneria di porto di Pozzallo.

Secche di Circe

Alle Secche di Circe, tra Pozzallo e Ispica, il ciclone ha esposto una nuova porzione dello scafo di un relitto di età classica già studiato negli ultimi due anni. Gli archeologi hanno ripulito l’area, documentato i resti anche attraverso la fotogrammetria e recuperato i materiali maggiormente esposti al rischio di dispersione. La parte superstite del relitto è stata successivamente protetta con tessuto geotessile, sabbia e pietre. Durante le ricognizioni sono state inoltre individuate quattro nuove ancore litiche e alcuni elementi lignei lavorati.

I danni a Kamarina

Nella baia di Porto Ulisse sono stati recuperati e documentati i materiali archeologici riaffiorati dopo la mareggiata, mentre a Kamarina l’abbassamento del fondale ha portato alla luce numerosi frammenti lignei riconducibili a un relitto di epoca post-classica. I ricercatori hanno inoltre verificato le condizioni del relitto delle Colonne, già oggetto di indagini nel 2019 e 2020. Sono stati riscontrati danni significativi, con diversi elementi del fasciame divelti e una delle due colonne spostata di circa mezzo metro, fino a coprire parzialmente la chiglia.

Monitoraggio dei fondali

«Gli eventi meteo marini estremi, sempre più frequenti nel Mediterraneo, possono influire sul patrimonio culturale sommerso», ha sottolineato l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, evidenziando come i dati raccolti possano contribuire alla definizione di nuovi protocolli di monitoraggio e strategie di conservazione del patrimonio archeologico subacqueo.