Attualità

Emergenza sicurezza cantieri e aziende

Emergono dati preoccupanti dall’accesso agli atti della Cgil

di Pinella Rendo -

Un territorio economico trainato da poli industriali, edilizia, agricoltura e turismo, ma drammaticamente scoperto sul fronte dei controlli e della tutela della vita di chi lavora. È il quadro che emerge per le province di Siracusa e Ragusa dai dati forniti dal Dipartimento regionale del Lavoro a seguito dell’istanza di accesso civico avanzata dalla Cgil Sicilia. I numeri ufficiali relativi agli anni 2024 e 2025 evidenziano una vera e propria emergenza strutturale: a fronte di una Sicilia classificata in “zona rossa” e al secondo posto in Italia per rischio di mortalità, il reticolato ispettivo destinato alla prevenzione versa in condizioni di profonda sofferenza. A livello regionale la carenza di personale di vigilanza ha raggiunto livelli d’allarme, con appena 110 operatori sul campo (tra ispettori e nucleo dei Carabinieri) contro un fabbisogno riconosciuto di 303 unità. Ma è guardando alla mappa dei territori che la voragine diventa ancora più evidente. Nella sola provincia di Siracusa il deficit ammonta a 21 ispettori del lavoro, una scopertura critica per un territorio che ospita uno dei poli petrochimici più complessi d’Europa e un vasto indotto manifatturiero. Non va meglio nel Ragusano, dove mancano all’appello 17 ispettori, scopertura che pesa come un macigno su un comparto agricolo e serricolo ad alta intensità di manodopera, spesso esposto al fenomeno del caporalato e dell’impiego informale.

In totale, tra le due province del Sud-Est, servirebbero subito 38 controllori in più per garantire standard minimi di vigilanza. E il concorso regionale annunciato per 52 complessive nuove assunzioni in tutta la Sicilia rappresenterà – denunciano i sindacati – poco più di una goccia nel mare.

La diretta conseguenza di questo depauperamento di risorse è il crollo dell’attività di verifica. In tutta la Regione le aziende controllate sono scese dalle 3.817 del 2024 alle 3.244 del 2025.

A fronte di un calo dei controlli dell’15%, i dati sulle violazioni mostrano tuttavia un andamento opposto ed inquietante: nel solo 2025 le forze ispettive sono riuscite comunque a scovare 2.308 lavoratori irregolari e ben 1.735 lavoratori completamente “in nero” (contro i 1.304 irregolari dell’anno precedente). Un dato che spinge la Cgil a porsi una domanda drammatica: quanta parte di lavoro sommerso e privo delle basilari tutele di sicurezza sfugge quotidianamente alle maglie della prevenzione nei territori siracusani e ragusani?

I nodi della mancata prevenzione si riflettono drammaticamente nei bollettini dell’Inail: nel 2025 le denunce di infortunio in Sicilia sono aumentate del 3,5%, mentre gli infortuni mortali sono balzati da 81 a 94 casi (+16%), a fronte di una media nazionale cresciuta appena dello 0,3%. A perdere la vita sono soprattutto le fasce vulnerabili: over 60 e lavoratori stranieri rappresentano oltre il 31% delle vittime totali.

Dalla Cgil parte quindi la richiesta perentoria alla Regione Siciliana per l’adozione immediata di un Piano straordinario per la salute e la sicurezza. Le priorità indicate riguardano lo sblocco del turn-over ed il potenziamento capillare delle sedi provinciali del Lavoro di Siracusa e Ragusa, pieno coordinamento tra gli enti di vigilanza, investimenti massicci sulla formazione preventiva e tutela rinforzata per i lavoratori più esposti.