Attualità

Democrazia partecipata, si rinuncia ai fondi regionali

"La Giunta cancella la partecipazione dei cittadini con un colpo di spugna"

di valentina di rosa -

Che fine ha fatto la democrazia partecipata a Chiaramonte Gulfi? A porsi questa domanda, l’opposizione consiliare che chiede chiarimenti al sindaco, Mario Cutello, e lo bacchetta per aver “cancellato” attraverso questa scelta la possibilità per i cittadini di prendere parte alle decisioni sulla città.

In particolare, i  consiglieri di opposizione di Chiaramonte Gulfi Gaetano Iacono e Federico Chinnici, denunciano la rinuncia all’utilizzo del 2% dei trasferimenti regionali e l’ennesimo passo indietro dell’amministrazione comunale.

Per i consiglieri la delibera di giunta che rinuncia ai fondi, cancella unilateralmente lo strumento fondamentale di democrazia diretta.

“Un atto – scrivono –  di resa amministrativa che arriva dopo una serie di criticità già note, dal dissesto finanziario alla perdita di risorse pubbliche, fino allo smantellamento della macchina comunale. Oggi, a fare le spese di questa gestione è la partecipazione attiva di cittadini, associazioni, enti no-profit, protezione civile e istituti scolastici, da sempre impegnati nella redazione di progetti d’interesse civico”, proseguono i consiglieri. È uno schiaffo in faccia ai cittadini e a quel sano civismo che nelle passate edizioni aveva visto il coinvolgimento diretto di centinaia di chiaramontani. Invece di fare passi avanti per migliorare i servizi e rafforzare il legame tra istituzioni e territorio, l’amministrazione Cutello sceglie – concludono Gaetano Iacono e Federico Chinnici –  sistematicamente di tornare indietro”.

E sempre i consiglieri spiegano che inizialmente nel 2022 nel progetto di Democrazia Partecipata non era stato previsto il voto dei cittadini, privando di fatto questo strumento del suo ruolo.