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L’inchiesta su Armao scuote la politica siciliana

L’ambito delle contestazioni riguarda il suo precedente ruolo di presidente dalle CTS per le valutazioni ambientali

di Piero Messina -

La Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha chiesto l’arresto dell’ex assessore e già  vicepresidente della regione Gaetano Armao, ipotizzando i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per l’esercizio della funzione. L’ambito delle contestazioni riguarda il suo precedente ruolo di presidente dalle CTS per le valutazioni ambientali

La Polizia ha perquisito la sua abitazione e gli studi legali di Palermo e Roma. La richiesta cautelare riguarda complessivamente nove persone, tra cui anche imprenditori e politici.

Le perquisizioni, spiegano i magistrati, servono a evitare la dispersione delle prove dopo la notifica agli indagati dell’invito all’interrogatorio preventivo davanti al gip.

Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, ha attraversato diverse stagioni della politica siciliana: da Cuffaro a Cammarata, da Raffaele Lombardo a Musumeci, fino alla presidenza della Commissione tecnica specialistica su indicazioni del governatore Schifani, incarico lasciato ad agosto.

Per Armao c’è anche un altro procedimento a Catania: è già stato rinviato a giudizio per un’inchiesta sulla gestione della Società degli Interporti Siciliani.

Due vicende giudiziarie distinte, mentre adesso sarà il gip a decidere sulla richiesta di arresto.