Cronaca
Inchiesta Armao: Accuse prive di fondamento
La Procura di Palermo contesta tre presunti episodi di corruzione
Bonifici, contanti e presunti favori. Sono questi i tre fili che, secondo la procura di Palermo, legherebbero i tre episodi di corruzione dell’inchiesta sull’ex vicepresidente della Regione siciliana, l’avvocato Gaetano Armao, per il quale i pm hanno chiesto l’arresto. Secondo l’accusa, Armao avrebbe sfruttato i suoi ruoli di esperto del presidente Renato Schifani e di presidente della Commissione Tecnica Specialistica per ottenere denaro da alcuni imprenditori in cambio di presunti favori.
Il sistema contestato sarebbe passato dall’avvocato Pierluigi Matta: i soldi sarebbero stati formalmente pagati per consulenze che, secondo la Procura, non sarebbero mai state effettuate. Poi i prelievi in contanti e, sempre secondo l’accusa, la consegna del denaro ad Armao.’
Nell’inchiesta è coinvolto anche il deputato regionale Giuseppe Lombardo, che si proclama innocente e si è dimesso dalla Commissione Bilancio dell’Ars. Armao respinge ogni accusa e parla di contestazioni prive di fondamento, ricordando di avere amministrato nella sua carriera risorse per 250 miliardi di euro. Accuse da dimostrare, difese da verificare. Ora la parola passa ai giudici.