Attualità
Salmonella nei pomodori, Gela blinda la filiera
Vertice all’Asp di Caltanissetta con Comune, produttori, commercianti e tecnici
Prima l’acqua utilizzata nelle coltivazioni, poi il pomodorino raccolto e pronto a raggiungere il mercato. La strategia contro il rischio salmonella parte dalle serre e punta a costruire una barriera di controlli lungo tutta la filiera. È la risposta che arriva dal vertice convocato al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Caltanissetta dopo i focolai di salmonellosi registrati in diverse regioni italiane e l’allerta legata al consumo di pomodori freschi crudi. A portare il caso direttamente nel Nisseno è soprattutto il ritiro, alla fine di settembre, di un lotto di pomodorini prodotto nel Gelese, sul quale era stata riscontrata la contaminazione. Un episodio che ha acceso i riflettori su uno dei principali comparti agricoli del territorio. Ma il punto, adesso, è stabilire con precisione origine e dimensioni del problema, evitando che il caso di un singolo lotto si trasformi in un’accusa generalizzata all’intera produzione. Attorno al tavolo, insieme al sindaco di Gela, vertici e tecnici dell’Asp, produttori, commercianti, agronomi e specialisti. Una riunione operativa dalla quale sono emerse tre direttrici. La prima riguarda l’acqua: i produttori dovranno effettuare campionamenti attraverso laboratori certificati. La seconda sposta il controllo direttamente sul pomodorino, da analizzare prima della commercializzazione. La terza riguarda le eventuali positività: dovranno essere immediatamente segnalate ad Asp e Comune per consentire di intervenire prima che il prodotto prosegua lungo la filiera. Un sistema che dovrà adesso confluire in un protocollo di prevenzione condiviso tra Regione Siciliana, Asp, Comune e produttori. E dietro la questione sanitaria c’è anche quella economica. Nel territorio gelese sono circa 3.500 i produttori registrati: una filiera che rappresenta una parte importante dell’agricoltura locale. Per questo dal vertice arriva un messaggio su due binari: nessun allarmismo, ma nessuna sottovalutazione. Proteggere i consumatori attraverso controlli più serrati e, allo stesso tempo, tutelare migliaia di produttori dimostrando, analisi alla mano, la sicurezza di ciò che arriva sulle tavole.