Attualità
ATI, via libera all’adeguamento delle tariffe idriche
Dall'ATI Ragusa, via libera all’adeguamento delle tariffe idriche: per le famiglie +10,5% nel 2026, ma i costi restano tra i più bassi d’Italia
Via libera dell’Assemblea territoriale idrica di Ragusa all’adeguamento tariffario del Servizio idrico integrato per il periodo 2026-2029. Nel corso della riunione svoltasi lunedì scorso l’organismo ha approvato a maggioranza la proposta relativa alle annualità 2026 e 2027, dando contestualmente mandato alla segreteria di trasmettere l’atto all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), a cui spetterà l’ultima parola per l’approvazione definitiva.
La revisione applica lo “Schema di convergenza” previsto dall’articolo 32 del Metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio, il sistema normativo stabilito a livello nazionale da Arera per determinare la fatturazione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, definendo il riconoscimento dei costi e l’impatto degli investimenti sulle bollette.
Con il nuovo assetto, è scritto in una nota dell’ATI; nel 2026 l’adeguamento tariffario per il territorio ragusano sarà pari al 10,5%, una quota superiore alla media nazionale del 6,4%. Un incremento motivato dalla necessità di coprire i costi effettivi della gestione, spinti in alto soprattutto dall’aumento delle spese per l’energia elettrica e di assicurare alla società di gestione, Iblea Acque SpA, i margini operativi indispensabili per efficientare e migliorare il servizio offerto alla cittadinanza.
Tradotto in cifre concretamente percepite dagli utenti, una “famiglia tipo” di tre persone con un consumo medio annuo di 150 metri cubi vedrà la propria spesa salire da 205 euro all’anno (1,37 euro al metro cubo nel 2025) a 226 euro all’anno (1,50 euro al metro cubo nel 2026).
Nonostante l’aumento programmato, le tariffe del comprensorio ibleo continuano a posizionarsi ai livelli più bassi della media italiana. Bastino i dati Arera del 2025: a fronte dei 205 euro spesi dalle famiglie del Ragusano, la media nazionale per la medesima tipologia di utenza ha toccato i 388 euro all’anno (pari a 2,59 euro al metro cubo).
Soddisfazione per la tenuta del sistema è stata espressa dal Presidente di Ati Ragusa, Bartolo Giaquinta, che ha evidenziato come le cifre confermino “la bontà della scelta compiuta a suo tempo di optare per la gestione in house providing rispetto ad opzioni che prevedevano il coinvolgimento di soggetti privati”, tutelando i cittadini da sbalzi tariffari più consistenti e garantendo la qualità del bene pubblico.