Attualità
Minaccia hacker: Minardo chiede audizione ACN e GDO
"La protezione delle filiere essenziali è pilastro della sicurezza nazionale"
La vulnerabilità dei sistemi informatici non minaccia più soltanto banche, server aziendali o banche dati istituzionali, ma entra direttamente nella catena alimentare del Paese. Gli attacchi hacker che nelle ultime ore hanno colpito i sistemi di telegestione e refrigerazione di diversi supermercati d’Italia, tra cui a Catania e Palermo, provocando l’innalzamento delle temperature dei banchi frigo e il deperimento della merce, alzano il livello di allerta sulla sicurezza delle infrastrutture critiche. Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, Nino Minardo, annunciando un’iniziativa parlamentare per fare luce sulla falla di sicurezza e definire contromisure adeguate. «Quanto accaduto a Catania e Palermo dimostra che anche la filiera alimentare è esposta alle minacce informatiche. Basta la vulnerabilità di un sistema di controllo remoto per compromettere la conservazione degli alimenti, danneggiare le imprese e creare disagi ai cittadini», ha evidenziato Minardo.
Il presidente della Commissione Difesa ha sottolineato come la protezione delle reti civili e dei beni di prima necessità debba ormai rientrare a pieno titolo nella strategia di difesa del Paese. «La protezione delle infrastrutture civili e delle filiere essenziali è parte integrante della sicurezza nazionale, un tema che la Commissione Difesa ha già affrontato nell’ambito della propria indagine conoscitiva. Per questo proporrò all’Ufficio di presidenza di ascoltare in audizione gli operatori della grande distribuzione coinvolti insieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), per approfondire quanto accaduto e le misure necessarie a tutelare la continuità degli approvvigionamenti».
L’iniziativa punta a mettere attorno allo stesso tavolo l’Autorità per la cybersicurezza e i vertici della Grande Distribuzione Organizzata. L’obiettivo è tracciare l’origine dell’attacco remoto ai software di refrigerazione e stabilire protocolli di protezione più rigidi, evitando che l’interruzione della catena del freddo possa compromettere la continuità della distribuzione alimentare in Sicilia e su tutto il territorio nazionale.