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“A nome loro”, il mega concerto per dire no alla mafia
Migliaia di persone, lo scorso fine settimana al parco archeologico di Selinunte per il mega concerto "A nome loro", organizzata dall'omonima associazione per dire no alla mafia; la seconda edizione dell'evento- concerto organizzato nei luoghi per troppo tempo asfissiati dal dominio mafioso di Matteo Messina Denaro, ha ricevuto il premio Peppino Impastato 2024.
Oltre diecimila persone sabato scorso nel Parco archeologico di Selinunte hanno assistito alla lunga maratona musicale dedicata alle vittime di mafia a conclusione della settimana di commemorazioni per la strage di Capaci ed organizzata dall’associazione “A modo loro”. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, nasce dalla voglia di riscatto di territorio da sempre fortemente condizionato dalla presenza dell’ultimo boss stragista rimasto latitante per 30 anni, Matteo Messina Denaro, che qui si nascondeva, sotto molteplici false identità e con la connivenza di un gran numero di fedelissimi, fino a poco prima dell’arresto avvenuto nel gennaio dello scorso anno. L’evento “A nome loro” è stato infatti pensato pochi giorni dopo la cattura del boss da un’idea della direttrice artistica e pianista Sade Mangiaracina, che ha ricevuto sostegno da tantissimi artisti, non solo siciliani.
Il concerto, gratuito è stato condotto da Francesca Barra, Gino Castaldo e Stefania Renda, ha visto alternarsi sul gigantesco palco allestito davanti al Tempio di Hera dalle tre del pomeriggio a mezzanotte artisti e i familiari delle vittime di mafia che hanno portato la propria testimonianza. Come Filippa Valenti e Rosamaria Vento, madre e figlia di Vincenzo Vento, rimasto ucciso per sbaglio in un agguato di mafia il 28 aprile 1984 a Castelvetrano. Sono passati 40 anni da quell’efferato omicidio e madre e figlia hanno voluto lanciare un messaggio importate dal parco archeologico
Per nove ore artisti, musicisti, attivisti, familiari di vittime di mafia si sono alternati; hanno suonato Daniele Silvestri, Malika Ayane, Arisa, Levante, La Rappresentante di Lista, Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Bonnot, Raiz, Modena City Ramblers insieme al Coro Do Re Mi composto dai bambini della scuola “Giuseppe Di Matteo” di Castelvetrano, Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Shorty, Giuseppe Anastasi, Andrea Satta dei Têtes de Bois, Franca Masu, Silvia Mezzanotte e Mario Lavezzi, Raiz. Nel cast anche Simona Molinari che ha sposato la causa di A nome loro, aderendo all’associazione
Combattere ciò che è brutto e diffondere la bellezza, è il messaggio che arriva dal palco e che il pubblico abbraccia consapevole che – come diceva Paolo Borsellino -“la lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”