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A Fontanarossa 770 voli cancellati, guida ai rimborsi

Le agenzie di viaggio si sono trasformate in veri e propri centri operativi di emergenza, impegnati a trovare soluzioni per chi rischiava di rimanere bloccato

di finmedia -

L’Etna erutta e Fontanarossa si ferma. Ma quando il principale aeroporto dell’Isola rallenta o chiude, a fermarsi è un’intera Sicilia. Nei giorni di Ferragosto è stato un vero effetto domino: circa 700 voli cancellati e oltre 100 mila passeggeri coinvolti, secondo le stime di Altroconsumo. Altri voli sono stati dirottati verso Palermo, Trapani e altri scali, con passeggeri trasferiti in pullman, coincidenze perse e attese interminabili. In aeroporto, centinaia di persone hanno trascorso la notte a terra.

A pagare il prezzo dell’emergenza anche le agenzie di viaggio, impegnate a riproteggere i clienti, trovare voli alternativi e modificare prenotazioni.

Il quadro è quello di una macchina turistica costretta a lavorare in emergenza proprio nel periodo di massimo afflusso.

Per chi ha organizzato la vacanza autonomamente, è fondamentale conservare biglietti, comunicazioni della compagnia e ricevute delle spese sostenute e presentare, se necessario, un reclamo alla compagnia e all’ENAC.

Ma l’emergenza riaccende anche il tema della rete aeroportuale siciliana. Cna Sicilia chiede a Sac e alle istituzioni un piano strutturale, con Comiso, Trapani e Palermo pienamente integrati e non utilizzati soltanto come “ruote di scorta”. Perché l’Etna non si può programmare, ma le conseguenze di una nuova emergenza sì. Servono aeroporti alternativi, ma anche strade, treni e collegamenti efficienti per attraversare l’Isola.

A raccontare il paradosso con ironia è stato anche Roberto Lipari, che ha trasformato il dramma dei viaggiatori in una battuta amara.

Una battuta che fa sorridere, ma solo fino a un certo punto. Perché per chi ha perso un volo, una coincidenza, una giornata di lavoro o una prenotazione alberghiera, l’Odissea non è stata un film da vedere al cinema. È stata la realtà.