Cronaca

A Lampedusa sbarcano troppe donne incinte, il medico: “Ci sono pochi colleghi”

Così racconta al Corriere della Sera il direttore del poliambulatorio di Lampedusa Francesco D'Arca

di Caterina Gurrieri -

“Con la morte negli occhi, inzuppati dalla testa ai piedi, infreddoliti, e anche in questo caso erano più le donne, terrorizzate, con dieci bambini che tremavano come le foglie, mentre noi conteggiavamo anche otto morti”.

Il racconto del direttore del poliambulatorio

Così racconta al Corriere della Sera i migranti salvati nel Mediterraneo il direttore del poliambulatorio di Lampedusa Francesco D’Arca. “Non abbiamo il tempo di visitare i migranti che ci portano in poliambulatorio e scatta immediato l’allarme a Cala Pisana o all’Isola dei conigli dove arrivano piccoli barchini non visti da radar e motovedette – aggiunge – Saltiamo in ambulanza e, mentre vai, ecco un altro allarme. Anche sugli scogli o sulle spiagge la procedura è obbligata. Attiviamo un triage come in un qualsiasi pronto soccorso. Con il sole che brucia. O al gelo di notte. Deve essere immediata la verifica delle condizioni cliniche. Devo capire subito se ho davanti un asmatico, un cardiopatico. Avviare le donne incinte verso il nostro servizio specialistico di ginecologia partito sabato con il servizio di pediatria. Donne incinte in quantità – dice ancora – Tante, tantissime, troppe. Quasi tutte al terzo o quarto mese. Molte arrivano in procinto di partorire e allora via con l’elisoccorso a Palermo”. Pochissimi i medici: “Due per gli sbarchi con turno giorno e notte, un medico fisso al ps, un pediatra e uno per la continuità assistenziale. Più il sottoscritto. Ma io coordino anche Ustica dove vado il venerdì, dall’altra parte della costa, sul Tirreno. E dovrei stare a Palermo la domenica”.

Il Ministro Schillaci: “Attiveremo una postazione medicalizzata del 118”

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha comunicato al sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, che lo ha reso noto, di aver “dato indicazione all’ufficio legislativo di predisporre tempestivamente una proposta normativa” per l’attivazione di una postazione medicalizzata del 118 nell’isola delle Pelagie. La proposta, riferisce il primo cittadino, è “da inserire in sede di conversione del decreto-legge 10 marzo 2023, numero 20, recante ‘Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare’ che è stata già inviata, il 20 marzo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere l’autorizzazione e depositarla come emendamento del Governo”. La proposta emendativa deve trovare la condivisione prima del governo, poi del Parlamento. Lo scorso 20 febbraio, in occasione della visita del capo dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Viminale, Valerio Valenti, discutendo anche del rafforzamento del presidio sanitario di Lampedusa, Mannino aveva chiesto l’attivazione di un pronto soccorso pediatrico sia per gli isolani che per i migranti, e il servizio è partito venerdì pomeriggio, nonché l’attivazione di un presidio territoriale del 118 che significa 4 medici in più, di cui 2 rianimatori.


Articoli correlati