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Abbandono rifiuti, telecamere implacabili per 3 persone
A Scicli identificati dalla Polizia locale
Continua la caccia agli sporcaccioni nel territorio di Scicli. Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, nonostante le misure messe in campo, fa registrare altri casi scorretti di smaltimento rifiuti Due episodi inqualificabili si sono verificati al quartiere Jungi dove alcuni cittadini – un uomo nelle prime ore del mattino e un uomo accompagnato da una donna nel pomeriggio – hanno abbandonato diversi sacchi di rifiuti indifferenziati all’interno del cortile di un’area operativa della Protezione Civile
Un luogo dedicato alla sicurezza, al soccorso e alla tutela della collettività è stato trasformato, per mano di pochi irresponsabili, in una discarica improvvisata. Un gesto ancor più grave se si considera che nell’area è presente un punto di raccolta della ditta Impregico, che nelle giornate festive risulta chiuso al pubblico. “Comportamenti di questo tipo- riporta una nota del Comune- non solo offendono il decoro urbano, ma rappresentano una mancanza di rispetto verso chi, ogni giorno, lavora per la comunità e verso tutti quei cittadini che osservano scrupolosamente le regole della raccolta differenziata, contribuendo al raggiungimento di risultati collettivi”. I responsabili sono stati identificati e sanzionati ai sensi dell’art. 255, commi 1 e 2, del Testo Unico Ambientale, che punisce l’abbandono di rifiuti.
L’utilizzo del veicolo – circostanza che aggrava la condotta – ha comportato l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro,” importo pienamente proporzionato- sottolinena il Comune- alla gravità del gesto e al danno arrecato al territorio”. L’Amministrazione comunale ribadisce che i controlli proseguiranno senza sosta, con un’attenzione costante alle aree maggiormente esposte all’abbandono illecito. “Scicli merita rispetto- prosegue la nota del Comune- , lo meritano i cittadini che ogni giorno differenziano correttamente e mantengono pulito il territorio. Un singolo gesto incivile non può oscurare l’impegno della comunità, ma episodi come questi ricordano quanto sia necessario continuare a vigilare, educare e sanzionare