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Abolire il voto segreto all’Ars, Galvagno ci prova

Dopo la bocciatura della maggioranza in aula arriva la proposta in commissione regolamento. Ma il clima politico è arroventato dal caso Iacolino

di Piero Messina -

Mentre in Aula a Sala d’Ercole andava in scena la seconda bocciatura del terzo mandato per i sindaci dei piccoli comuni, in Commissione regolamento si apriva un altro fronte: la proposta di limitare il voto segreto all’Ars.

Ed è proprio mentre il voto segreto colpiva ancora in Aula che il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno depositava in Commissione regolamento una proposta per limitarne l’utilizzo, allineando il regolamento del Parlamento siciliano a quello del Senato.

L’idea è di abolire il voto segreto durante le sessioni di bilancio, cioè nella discussione della legge di stabilità, delle manovre e degli assestamenti, per evitare imboscate parlamentari su provvedimenti economici fondamentali.

La proposta nasce con una motivazione tecnica ma arriva in un momento politicamente delicato, segnato da tensioni interne alla maggioranza e da votazioni sempre più imprevedibili.

Sul fondo resta anche il clima politico reso più pesante dalle inchieste sulla sanità siciliana, a partire dal caso del dirigente regionale Salvatore Iacolino, che ha acceso nuove polemiche dentro la stessa coalizione di governo.

Gli alleati del presidente Renato Schifani alzano i toni e chiedono un cambio di rotta immediato.  All’attacco Fratelli d’Italia con il commissario regionale Luca Sbardella che parla di sistema sanitario usato per fare politica,  

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Catania Enrico Trantino, che parla apertamente di una politica che avrebbe vissuto «nella menzogna», puntando il il dito contro i rapporti tra chi guidava la sanità e un imprenditore condannato per mafia

Per domani è atteso l’interrogatorio di Iacolino al Tribunale di Palermo. E sullo sfondo traspare anche l’ipotesi delle elezioni anticipate. Anche se, per ora, nel centrodestra la parola d’ordine resta una sola: tenere in piedi il governo.