Messina
Abusi su minori, confermata in appello la condanna a 13 anni per l’istruttore di danza
La Corte d’Assise d’Appello conferma integralmente la sentenza di primo grado
La Corte d’Assise d’Appello ha confermato integralmente la condanna a 13 anni di reclusione nei confronti dell’istruttore di danza accusato di abusi su minori, ribadendo la piena validità dell’impianto accusatorio già riconosciuto dalla Corte d’Assise di Messina nella sentenza di primo grado emessa il 6 giugno 2025. La decisione pronunciata oggi rappresenta un ulteriore passaggio giudiziario in una vicenda che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica siciliana e il mondo sportivo e associativo legato alla danza.
Confermate le responsabilità accertate nel processo
Secondo quanto emerso, i giudici di secondo grado hanno confermato integralmente le responsabilità già accertate nel corso del processo di primo grado, riconoscendo la fondatezza delle accuse contestate all’imputato. La sentenza rafforza il quadro probatorio costruito nel corso delle indagini e del dibattimento, ritenuto sufficiente a sostenere la condanna già inflitta.
La soddisfazione dei legali delle parti civili
Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati delle parti civili: Fabiola Migliore, Orazio Giacinta e Giuseppe Rametta. I legali hanno sottolineato come la decisione della Corte d’Assise d’Appello rappresenti “un ulteriore e significativo riconoscimento del percorso giudiziario affrontato dalle persone offese”.
“Riconosciuta la sofferenza delle minori”
«È stato un duro e complesso lavoro di squadra — hanno dichiarato i difensori — che ha permesso di raggiungere, anche in questo grado di giudizio, un risultato di grande soddisfazione professionale e umana». Secondo gli avvocati, la conferma della sentenza costituisce «un importante segnale di giustizia e tutela nei confronti delle minori vittime di abusi, la cui credibilità e sofferenza sono state pienamente riconosciute dall’Autorità giudiziaria». «La giustizia ha trionfato contro gli abusi perpetrati ai danni delle minori», hanno concluso i legali delle parti civili.