Caltanissetta

Accoltellamento a Gela, aumenta disagio giovanile

A Gela un giovane è stato accoltellato durante una lite tra coetanei; fermato il presunto aggressore. Intanto, il liceo di scienze umane, ha promosso un incontro con Save The Woman per contrastare il disagio giovanile e la crescente violenza

di finmedia -

Ancora un episodio di violenza tra giovani scuote Gela. Nella serata di ieri, nel quartiere Caposoprano, una lite scoppiata all’interno di un bar si è trasformata in un grave alterco: durante i momenti di confusione sarebbe spuntato un coltello e un ventenne è rimasto ferito. Il giovane, colpito almeno una volta allo stomaco, è stato trasportato in ospedale per accertamenti e successivamente trasferito in un centro specializzato. Le sue condizioni sono stazionarie. Gli agenti del commissariato hanno avviato le indagini e avrebbero già ricostruito la dinamica dei fatti: fermato un coetaneo, ritenuto il presunto responsabile dell’accoltellamento. L’episodio, avvenuto in una zona particolarmente frequentata e ricca di attività commerciali, ha generato paura tra i presenti e riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il disagio giovanile che, troppo spesso, sfocia in violenza. Proprio in risposta a questo clima crescente di tensione, il liceo delle scienze umane ha ospitato un incontro promosso dall’associazione Save The Woman, dal titolo “Disagio giovanile ed emergenza sociale: tra strumenti di prevenzione e repressione”.

L’iniziativa, tenutasi nell’Aula Magna “Falcone Borsellino”, ha coinvolto istituzioni, esperti e rappresentanti del territorio. Dopo i saluti istituzionali del dirigente scolastico Maurizio Tedesco sono intervenuti esponenti dell’amministrazione.

Tra gli interventi, quelli della giudice Serena Berenato e della psicoterapeuta Paola Sbirziola, che hanno analizzato le cause profonde del disagio giovanile e le possibili strategie di prevenzione.

L’episodio di Caposoprano e l’iniziativa del liceo rappresentano due facce della stessa realtà: da un lato una violenza che preoccupa e cresce, dall’altro il tentativo concreto di costruire strumenti culturali e sociali per prevenirla. Una sfida che coinvolge l’intera comunità.