Catania

Accoltellò l’ex moglie con 12 fendenti: resta in carcere il 56enne accusato di tentato femminicidio

Poco prima dell’aggressione, la donna si sarebbe anche confidata con una conoscente, raccontando di sentirsi seguita

di Sergio Randazzo -

Resta in carcere il 56enne accusato di aver accoltellato l’ex moglie con dodici coltellate lo scorso 2 aprile a Catania. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Pietro Currò che, accogliendo la richiesta della Procura distrettuale di Catania, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato femminicidio aggravato. La vittima, una donna di 51 anni, è ancora ricoverata in gravi condizioni alla Clinica Morgagni, dove resta sotto osservazione con prognosi riservata.

L’aggressione nel rione Picanello

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione è avvenuta in strada nel quartiere Picanello. L’uomo è stato arrestato circa 14 ore dopo il fatto. Davanti agli inquirenti avrebbe confessato di aver accoltellato l’ex moglie, sostenendo di aver agito a causa di contrasti legati alla gestione della figlia minorenne. Una versione che non ha convinto il gip. Nell’ordinanza cautelare, infatti, il giudice ipotizza che l’uomo abbia agito con premeditazione.

“La perseguitava da quando era uscito dal carcere”

Il 56enne era stato scarcerato l’8 marzo. Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, da quel momento avrebbe iniziato a perseguitare l’ex moglie nel tentativo di convincerla a riallacciare la relazione. Una delle figlie della coppia, sentita dai carabinieri e citata nell’ordinanza, avrebbe raccontato: «Da quando mio padre è uscito dal carcere ha iniziato a perseguitare mia madre cercando di convincerla a tornare con lui. Lei era molto infastidita e aveva iniziato ad avere paura. Mio padre la minacciava di morte se non fosse tornata con lui». Poco prima dell’aggressione, la donna si sarebbe anche confidata con una conoscente, raccontando di sentirsi seguita: «Mi sta seguendo, non mi lascia in pace».