Palermo

Al ristorante con un’altra donna, la moglie vede video spot e lo lascia

di Sergio Randazzo -

Aveva detto alla moglie che sarebbe stato impegnato in una cena di lavoro. In realtà si trovava seduto al tavolo di un ristorante con un’altra donna. A tradirlo non è stato un messaggio né una soffiata, ma un video promozionale finito sui social network.

Ripreso senza saperlo durante uno spot pubblicitario

L’uomo è stato infatti ripreso all’interno del locale durante la realizzazione di un video pubblicitario, successivamente pubblicato online. Quando la moglie ha visto quelle immagini, ha immediatamente riconosciuto il marito e scoperto che non era affatto solo. La conseguenza è stata immediata: l’uomo è stato allontanato da casa.

Il caso arriva al Codacons

La vicenda è stata resa nota dal Codacons, a cui l’uomo si è rivolto sostenendo di essere stato ripreso e utilizzato nello spot senza alcuna informazione né consenso. Una situazione che, secondo l’associazione dei consumatori, solleva seri interrogativi sul rispetto della privacy.

Possibili azioni legali e segnalazione al Garante della Privacy

Il Codacons sta ora valutando le iniziative da intraprendere, sia in sede civile sia davanti al Garante per la protezione dei dati personali, per accertare eventuali responsabilità da parte del ristorante.

“Conseguenze imprevedibili sulla vita privata”

“È inammissibile che un ristorante riprenda i clienti senza un consenso chiaro e diffonda le immagini, esponendo le persone a conseguenze imprevedibili”, afferma Francesco Tanasi, segretario del Codacons in Sicilia. “La pubblicazione del video ha prodotto una frattura familiare e un rilevante pregiudizio alla vita privata del cittadino”.

La richiesta di risarcimento

Secondo l’associazione, il caso merita un approfondimento serio: “È necessario accertare le responsabilità e ottenere un risarcimento proporzionale ai danni subiti”, conclude Tanasi. Una storia che, oltre al risvolto personale, riaccende il dibattito sui limiti dell’uso delle immagini nei locali pubblici e sul diritto alla riservatezza nell’era dei social.