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Alla Sicilia la maglia nera dell’affluenza?

La partecipazione al voto nella nostra regione è dieci punti sotto la media nazionale

di Piero Messina -

Sicilia maglia nera d’Italia per affluenza al referendum sulla giustizia. Ancora poche ore e avremo la conferma di questo primato in negativo. Il quorum questa volta non conta ma la bassa partecipazione è un segnale politico.

Ed ecco il primo dato che emerge dalle urne. Secondo i numeri ufficiali del Viminale, nell’Isola la partecipazione si ferma ben sotto la media nazionale: circa il 35% a fine giornata contro oltre il 46% del dato italiano. Il trend era chiaro già dalle prime ore.

A mezzogiorno di domenica aveva votato appena il 10%. Dentro il dato regionale emergono differenze: Messina guida sopra il 31%, Palermo supera il 30%, mentre nelle aree interne – come Caltanissetta e Agrigento – si resta molto più indietro.

Il risultato è una fotografia ormai consolidata: la Sicilia vota meno, e vota tardi.

Ed è qui la chiave politica. Non è sempre stato così. Basta rileggere le serie storiche

Dalla fine degli anni ottanta l’affluenza per i referendum superava il 70 per cento: erano i referendum sul nucleare, sulla giustizia, sul finanziamento pubblico ai partiti. Temi forti, divisivi, percepiti come decisivi.

Poi la curva si è piegata. Negli anni Duemila, con la riforma del Titolo V e la procreazione assistita, si scende sotto il 40 per cento.

Negli ultimi anni la partecipazione si accende solo a tratti: acqua pubblica e nucleare nel 2011, riforme costituzionali nel 2016 e nel 2020. Ma quando il tema è meno percepito l’affluenza torna a scendere sotto la media nazionale.