Attualità
Anniversario Strage di Capaci: ancora polemiche sotto Albero
Sul palco Maria Falcone ha provato a tenere lontane le polemiche
Ventitré maggio. Palermo si ferma alle 17 e 58, l’ora esatta in cui il tritolo di Capaci squarciò l’autostrada e la storia d’Italia 34 anni fa. Questa volta l’orario viene rispettato Ma anche quest’anno, accanto alla memoria, arrivano le tensioni, le contestazioni, la politica.
Sotto l’Albero Falcone si sono radunate circa cinquecento persone, mentre oltre ottomila hanno sfilato nel corteo partito dal Palazzo di Giustizia. Bandiere, striscioni, studenti, associazioni, sindacati. E anche slogan durissimi: “Fuori la mafia dallo Stato”, urlato dai collettivi arrivati sotto il palco.
Sul palco Maria Falcone ha provato a tenere lontane le polemiche: “Giovanni è di tutti, nessun vessillo”, ha detto. E ancora: “Guai a chi lo tocca”.
Ma il clima resta pesante. Nel corteo compaiono striscioni contro il governo e contro la Commissione Antimafia. Contestata anche la presidente Chiara Colosimo, con installazioni e accuse durissime lungo il percorso. Proprio Colosimo aveva lanciato nel giorno della memoria il suo appello contro le
La delegazione del partito democratico è guidata dalla segretaria nazionale Elly Schlein, che prima di arrivare sotto l’albero Falcone si era recata Sferracavallo per incontrare gli imprenditori minacciati dalla mafia.
Poi il silenzio. I nomi delle vittime letti uno a uno. Gli applausi. Palermo che si ferma ancora davanti alla ferita più profonda della sua storia recente.
Ma trentaquattro anni dopo Capaci, la sensazione è che attorno all’eredità di Falcone continui una battaglia politica, simbolica e culturale che l’Italia non ha mai davvero smesso di combattere.