Attualità
Antimafia apre indagine sulla Sas
Iniziano le audizioni sulla presunta parentopoli nella società partecipata dalla regione. E intanto Schifani pensa di sostituire i vertici
Sanità, sempre la sanità. Nel mirino della Commissione regionale antimafia finisce la SAS, Servizi Ausiliari Sicilia, società partecipata dalla regione e dalle reti ospedalieri. Si occupa di sanità e non solo.. Sullo sfondo della gestione c’è il sospetto di una parentopoli in piena regola, con assunzioni ed incarichi affidati ad amici e parenti di politici regionali. E la Corte dei conti ha avviato una indagine sulle promozioni facili
Non è un mistero che la società sia stata negli anni un feudo della Dc targata Toto Cuffaro, l’ex governatore finito sotto accusa per un presunto caso di corruzione sempre nel settore sanitario. Alla guida di SaS cè Mauro Pantò, dirigente legatissimo all’ex governatore. Pantò è stato candidato nella Dc alle ultime regionali, risultando il primo dei non eletti
Adesso l’Antimafia vuole capire se dietro quelle assunzioni ci siano irregolarità amministrative o veri e propri favoritismi politici.
E mentre la Commissione Antimafia inizia i round di audizione, con la convocazione dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, da Palazzo d’Orleans trapela l’indiscrezione di un presidente Schifani deciso a fare tabula rasa dei vertici dell’azienda finita al centro di inchieste giornalistiche.
E sempre dal mondo della sanità arriva il grido d’allarme della rete di piccole e medie imprese che offrono prestazioni al settore. Le nuove regole nazionali tagliano fuori le piccole imprese a danno degli operatori globali. Soltanto in Sicilia sono a rischio più di 2000 imprese