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Ars, in discussione la riforma del regolamento parlamentare

Nelle commissioni di merito tornano gli articoli stralciati dalla finanziaria di fine anno

di Piero Messina -

Dalla riforma del regolamento parlamentare – con nel mirino la cancellazione del voto segreto – alla legge finanziaria bis, con l’obiettivo di recuperare gli emendamenti stralciati per ottenere il via libera alla manovra pre Natalizia di stabilità. L’agenda dell’Ars per questa settimana è ricca di impegni. Si parte già domani mattina con le commissioni di merito che incontreranno gli assessori regionali sui temi di loro competenza.

Poi – sempre nella tarda mattinata di domani – è convocata l’aula con all’ordine del giorno due disegni di legge: la norma per gli enti locali e il nuovo ordinamento della dirigenza regionale.

Oltre le didascalie degli appuntamenti istituzionali, il clima politico – a dispetto dell’ondata di gelo che sta colpendo la Sicilia – è rovente. Il presidente Schifani ha appena incassato il plauso del segretario nazionale di Forza Italia. Tajani a Palermo ha ribadito la volontà di mantenere per il proprio partito la guida delle regione aprendo quindi la strada a uno Schifani bis

In attesa del rimpasto del giunta – ormai rinviato a marzo, quando sarà più chiara la posizione giudiziaria dell’assessore al Turismo Elvira Amata – sul contesto politico regionale pesa come un macigno la questione morale con l’ennesima indagine a carico di un deputato regionale, Michele Mancuso, front man di Forza Italia in provincia di Caltanissetta.

Eppure le scosse telluriche riguardano anche e soprattutto anche il fronte delle opposizioni.

Democratici e Cinque stelle non hanno digerito la provocazione di Ismaele Lavardera, leader del movimento Controcorrente e potenziale candidato in pectore alla presidenza per il centrosinistra allargato. Laverdera è l’autore di un emendamento burla approvato dall’Aula e quindi diventato legge. Ma quella norma è inapplicabile perché destinata a strutture intermedie del territorio inesistenti. Insomma, Lavardera ha voluto dimostrare la permeabilità del sistema a procedure prive di senso, ma i colleghi parlamentari non l’hanno presa bene.