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Ars, naufraga la riforma degli enti locali
A rischio anche la norma sulle quote rosa
Nuova bocciatura all’Ars per un articolo della legge di riforma degli Enti Locali. Stavolta a cadere è stato l’articolo 10, quello sulla digitalizzazione degli uffici tecnici comunali: 33 voti contrari, un solo favorevole. Un risultato che ha il sapore di una sfiducia interna alla maggioranza più che di un incidente di percorso.
Il voto, avvenuto a scrutinio segreto, ha costretto la Presidenza dell’Assemblea a sospendere i lavori e rinviare il disegno di legge a martedì prossimo. Non è solo uno stop tecnico: il rinvio rischia di far slittare l’intera riforma, compromettendone l’applicazione già dalla prossima tornata amministrativa di primavera.
Subito è scattata la caccia ai franchi tiratori. Ma diversi deputati della stessa maggioranza rivendicano il voto contrario. Il gruppo Mpa parla di scelta coerente contro una norma senza adeguata copertura finanziaria. In Forza Italia c’è chi definisce l’articolo un peso insostenibile per i Comuni, soprattutto per quelli più piccoli. E non mancano attacchi al relatore del provvedimento, accusato di non aver compattato il centrodestra.
Sul fondo resta una questione politica: la riforma procede tra divisioni e voti segreti, mentre cresce il timore che dietro le bocciature ripetute possa esserci una strategia per affossare l’intero testo. In questo caso, salterebbe anche la norma che prevede le quote rosa al 40 per cento nelle giunte comunali. Un copione già visto.