Attualità

Ascensore rotto IACP, botta e risposta Giannone-Moscato

Il commissario straordinario replica alle accuse di un consigliere comunale di Pozzallo

di Leuccio Emmolo -

Botta e risposta sul blocco dell’ascensore nella palazzina IACP di piazzale Italia a Pozzallo. Dopo  l’affondo del consigliere comunale Franco Giannone, che aveva accusato l’Istituto e commissario straordinario Giovanni Moscato di inerzia e disinteresse nei confronti delle famiglie in difficoltà e dei residenti disabili rimasti isolati, arrivano i chiarimenti dell’ente. Alle accuse del consigliere comunale l’ente ha risposto fornendo una ricostruzione diametralmente opposta, tesa a ribadire l’impegno concreto dell’amministrazione guidata da Moscato. Da quanto si apprende, lo IACP di Ragusa avrebbe espletato tutti gli adempimenti di propria competenza e nelle proprie possibilità. In una nota il Commissario Straordinario dell’IACP, Moscato respinge fermamente le accuse del consigliere comunale definite strumentali e mirate “unicamente alla visibilità mediatica sulla pelle dei cittadini con disabilità. “ È doveroso chiarire, a beneficio della verità e dei cittadini- dice Moscato- , la reale dinamica dei fatti: Il consigliere sa benissimo  o dovrebbe sapere, dato il ruolo istituzionale che ricopre, che gli interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti elevatori in contesto condominiale sono affidati a ditte specializzate direttamente dal condominio stesso e non rientrano nella diretta esecuzione tecnica dello IACP. Ignorare le norme elementari sul diritto degli appalti e sulla gestione condominiale è grave per un rappresentante delle istituzioni; ignorarle in mala fede. “A pochissimi giorni dal mio insediamento- aggiunge Moscato- , abbiamo impegnato e liquidato le somme necessarie, dimostrando nei fatti la volontà prioritaria di tutelare i residenti con fragilità, ma si ribadisce che i lavori non sono di nostra competenza”.   Invito formalmente il consigliere comunale- conclude , proprio in virtù della carica istituzionale che ricopre, a utilizzare per il futuro i canali di comunicazione corretti e ufficiali. Un approccio istituzionale serio e collaborativo gli avrebbe evitato una pessima figura e avrebbe reso un servizio decisamente migliore alla comunità”.