Attualità

Asp: prorogati 49 medici per fronteggiare l’emergenza

L'ASP di Ragusa proroga 49 medici per evitare l’emergenza e per garantire la continuità assistenziale nei presidi di Ragusa, Modica e Vittoria fino al 30 giugno 2026. Fondamentale il ricorso ai medici specializzandi e ai neolaureati per colmare i vuoti in organico

di Pinella Rendo -

Potrebbe essere una boccata d’ossigeno per la sanità iblea la proroga da parte dell’Asp di Ragusa di 49 incarichi libero-professionali per personale medico, una mossa per evitare il collasso dei reparti di emergenza-urgenza. Grazie alle deroghe concesse dal decreto “Milleproroghe”, i medici già in servizio potranno proseguire la loro attività dal 1° gennaio fino al 30 giugno 2026.

La ricognizione del fabbisogno, coordinata dalla Direzione sanitaria, ha evidenziato come la tenuta degli ospedali dipenda ancora in larga misura da queste collaborazioni autonome. Dei 49 camici bianchi confermati, la stragrande maggioranza (33 unità) sarà schierata in prima linea nei Pronto Soccorso della provincia. Vittoria riceve il rinforzo maggiore con 14 medici; Modica segue con 12 unità; Ragusa ne conterà 7. Il contingente è composto da un mix di competenze: 12 medici già specializzati, 10 neolaureati e ben 27 specializzandi, questi ultimi impegnati con turni di 8 ore settimanali che permettono di supportare strutturalmente i colleghi senior.

La delibera non è solo un atto burocratico, ma una risposta alla cronica carenza di personale che affligge le aree critiche. «Abbiamo ritenuto prioritario assicurare la sicurezza delle cure e la tenuta del sistema», ha spiegato il Direttore Generale dell’ASP, Giuseppe Drago. «In una fase complessa, questa proroga ci permette di mantenere la piena operatività dei servizi in attesa che vengano completate le procedure di reclutamento a tempo indeterminato». La proroga di sei mesi serve  a comprare tempo prezioso per portare a termine i concorsi previsti dalla programmazione aziendale, evitando che i presidi ospedalieri debbano ridurre i servizi o allungare ulteriormente i tempi d’attesa per i cittadini.