Palermo

Assenteismo al Comune e in una partecipata, 14 indagati

Oltre 550 episodi contestati

di Sergio Randazzo -

Quattordici misure cautelari sono state eseguite dai finanzieri di Palermo nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica su un presunto sistema di assenteismo che coinvolgerebbe dipendenti del Comune di Palermo e di una società partecipata dell’ente.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha disposto la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio, fino a un massimo di tre mesi, e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di cinque dipendenti comunali con mansioni di messo notificatore e di nove addetti della società partecipata impiegati come giardinieri. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.

 

L’inchiesta è stata condotta attraverso servizi di osservazione, pedinamenti, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche sui tabulati delle timbrature dei badge. Secondo l’accusa, i messi notificatori, dopo aver regolarmente timbrato l’ingresso e l’uscita dagli uffici per il cosiddetto “servizio esterno”, invece di svolgere le notifiche si sarebbero recati nelle proprie abitazioni oppure in outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali. In più occasioni avrebbero inoltre attestato falsamente di aver tentato la notifica di atti che, in realtà, non sarebbero mai stati consegnati, con possibili ripercussioni anche sui cittadini destinatari degli atti.

Tra gli episodi ritenuti più significativi dagli investigatori figurano quelli di dipendenti che, pur risultando formalmente in servizio, avrebbero trascorso parte dell’orario lavorativo dedicandosi ad attività private, come la pesca o la coltivazione di terreni. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il tempo sottratto al lavoro avrebbe raggiunto in alcuni casi fino a cinque ore nell’arco della stessa giornata. Nel complesso, nel corso delle indagini sarebbero stati ricostruiti oltre 550 episodi di falsa attestazione della presenza in servizio.