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Autostrade dopo indagine, incassi volano del 34%

Dopo il blitz della Procura di Termini Imerese contro la truffa dei biglietti falsi orchestrata da cinque casellanti, gli incassi delle autostrade siciliane sono cresciuti del 34%, fruttando 10 milioni di euro previsti

di tcf -

Un incremento record che fa riflettere. Nel solo mese di giugno, le casse del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) hanno registrato un’impennata del 34% nei pedaggi di tre specifici caselli della Palermo-Messina: Buonfornello, Castelbuono e Cefalù. Si tratta di ben 870.618 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno rimasti nelle casse pubbliche.

Questa improvvisa impennata non è affatto casuale, ma coincide temporalmente con la svolta impressa dall’inchiesta della Procura di Termini Imerese. Le indagini hanno infatti svelato una presunta e sistematica truffa ai danni del Cas da parte di cinque casellanti, immediatamente sospesi dal servizio. Il meccanismo era semplice quanto efficace: gli operatori intascavano i contanti degli automobilisti e sostituivano il biglietto reale con uno indicante un tragitto più breve ed economico. La differenza tariffaria finiva direttamente nelle loro tasche.

I dati ufficiali emersi confermano l’anomalia del passato e certificano il cambio di rotta. Il monitoraggio della Regione Siciliana, focalizzato proprio sulle barriere finite nel mirino dei magistrati, si sta ora allargando ad altre tratte dell’isola per verificare ulteriori irregolarità. Le prospettive finanziarie sono notevoli: secondo le stime dell’assessore regionale alle Infrastrutture Aricò, la fine dell’anno potrebbe portare ben 10 milioni di euro in più di entrate.