Cronaca
Avvocato famiglia Argentino: ‘Troppo accanimento’
L’avvocato della famiglia spiega che il reato di favoreggiamento non si applica ai prossimi congiunti e sottolinea che è solo un accanimento contro una madre già segnata da un dolore irreparabile
“È un accanimento nei confronti di una mamma che ha perso un figlio”. Usa parole dure l’avvocato Giuseppe Cultrera, legale della famiglia di Stefano Argentino, il giovane che si è tolto la vita nel carcere di Gazzi dopo aver confessato il femminicidio di Sara Campanella.
Negli ultimi giorni si è parlato di un nuovo atto giudiziario, definito in modo confuso tra esposto, denuncia o querela, che tirerebbe in ballo la madre del ragazzo. Una scelta che, secondo il difensore, non solo avrebbe scarso rilievo giuridico ma rappresenterebbe anche “una forzatura alla ricerca di un capro espiatorio”. “La vicenda non ha il peso che qualcuno le sta attribuendo – spiega Cultrera –. Il procedimento verrà archiviato. Qui non siamo davanti a responsabilità ulteriori. Stefano aveva confessato, il processo si era concluso, lui era il responsabile. Parlare oggi di favoreggiamento o concorso è privo di fondamento”.
Il legale chiarisce i punti giuridici: “Il favoreggiamento, per legge, è escluso per i prossimi congiunti. Quanto al concorso, se ci fosse stata un’ipotesi concreta, sarebbe dovuta emergere subito e non oggi, a distanza di tempo e con i termini di querela già scaduti.
Non c’è nulla da approfondire, se non il dolore di una madre che viene colpita ancora una volta”. Per l’avvocato Cultrera il punto fermo resta uno: “Siamo davanti a un dramma nel dramma –ha detto – Non si può trasformare una tragedia familiare in un bersaglio giudiziario immotivato”.